Scena
terza
L’Uffiziale,
ed Egidio.
EGIDIO Perdonate alla sua semplicità.
UFFIZIALE Mi piace e mi diverte. Però non vorrei
incomodarvi.
EGIDIO Anzi mi fate onore.
UFFIZIALE Come ve la passate?
EGIDIO Come uno scultore de’ nostri tempi.
UFFIZIALE Vale a dire?
EGIDIO Povero ed allegro.
UFFIZIALE Voi povero?
EGIDIO Che meraviglia? Non sapete ancora che da due
secoli in qua pittura, scultura e poesia sono i sinonimi della miseria?
UFFIZIALE Il detto è verissimo, applicato ai
cattivi: ma i buoni, come siete voi...
EGIDIO Chi vi ha detto ch’io sia buono?
UFFIZIALE Le vostre opere.
EGIDIO Ne avete voi veduta qualcheduna?
UFFIZIALE Sí.
EGIDIO Dove?
UFFIZIALE A Vienna, nel giardino imperiale.
EGIDIO Ah! sí, sí, è vero. Tempo fa ne furono
comprate due a conto della corte (mi dicono). Una era la statua del buon
Alberto primo, l’altra di Ridolfo.
UFFIZIALE Tutti le ammirano e sono anche stimate
dall’imperatore.
EGIDIO Con vostra buona grazia, bisogna che vi dia una mentita.
UFFIZIALE Perché?
EGIDIO Perché, se fossero state stimate, non mi
sarebbero state pagate cosí poco.
UFFIZIALE Io so che furono sborsati per quelle
statue cinquecento zecchini.
EGIDIO Come siete facile a credere! Levate i due
terzi e la somma anderà bene.
UFFIZIALE Cosí poco?
EGIDIO Cosí poco.
UFFIZIALE Io non credo che l’imperatore sia stato
cosí ingiusto...
EGIDIO L’imperatore sarà stato giustissimo, avrà
pagato cinquecento: ma io non ho ricevuto che cento e settanta.
UFFIZIALE Come mai? Desidererei di sapere...
EGIDIO Oh lasciamo questo discorso, e non
rammentiamo malinconie. Di grazia, o signore, chi vi ha messo in capo di venire
da me?
UFFIZIALE La stima che ho del vostro merito.
EGIDIO Questa è forse la prima volta che ho sentito
la lode netta e schietta in faccia mia, senza mescolanza d’agro e di dolce. Ma
nemmeno per questo m’insuperbisco.
UFFIZIALE Avete molti lavori presentemente?
EGIDIO Quasi nessuno.
UFFIZIALE Onde proviene che fra tanto lusso che
regna al giorno d’oggi, non vi è quello che favorisca una professione cosí
bella!
EGIDIO Eh signore! i marmi non sono piú in moda. Ora
piacciono le sculture di carne e queste vuotano gli scrigni ed esercitano la
fantasia degli uomini illuminati. Che marmi? Ci vuol altro che marmi per far
fortuna!
UFFIZIALE Dubito che abbiate ragione.
EGIDIO Mi pare di sí. Colla sola professione sarei
morto di fame.
UFFIZIALE E di che vivete?
EGIDIO Del frutto di pochi campi che mi ha lasciati
mio padre.
UFFIZIALE Sarete disgustato della vostra
professione.
EGIDIO Al contrario questa è la professione di tutti
i miei antenati; la considero come una virtú ereditaria della famiglia, e la
coltivo per genio e con trasporto.
UFFIZIALE Voi avreste bisogno dell’appoggio di qualche principe per
far uso con comodo del vostro talento.
EGIDIO (ride).
UFFIZIALE Ridete?
EGIDIO Non volete ch’io rida?
UFFIZIALE Per qual motivo?
EGIDIO Scusate, ma queste sono le solite freddure
che si dicono a un uomo che ha ingegno, invece di aiutarlo.
UFFIZIALE (battendogli sulla spalla) Bravo,
amico, bravo! La vostra vivacità mi piace, e coglie nel vero.
EGIDIO Ecco chi m’infonde lo spirito e la vivacità (additando
la bottiglia). Quando ho una bottiglia, un pezzo di marmo, e il mio
scalpello, sfido l’ozio e la malinconia a farmi paura. Inganno le ore, e son
piú contento di un re.
UFFIZIALE Che avete ora di bello per le mani?
EGIDIO Quel gruppo che vedete colà.
UFFIZIALE Per chi serve?
EGIDIO Per me e per tutt’i begli spiriti del secolo
che vorranno dargli un’occhiata.
UFFIZIALE Lo vedrei volentieri.
EGIDIO Subito (prende il lume e l’accompagna
verso il gruppo di statue). Avvicinatevi e ditemi il vostro parere.
UFFIZIALE L’opera mi par bella, ma non l’intendo.
EGIDIO Se avessi la sorte di farla vedere
all’imperatore!...
UFFIZIALE E s’egli la vedesse?
EGIDIO Vorrei farmi coraggio e dirgli all’orecchio
che trattasse i moderni sapienti, i moderni filosofi nel modo appunto che
quella figura tratta l’altra che è sotto a’ suoi piedi.
UFFIZIALE Che cosa significa quella figura
trionfatrice?
EGIDIO È la verità.
UFFIZIALE E quell’altra sotto i suoi piedi?
EGIDIO È la filosofia avvilita e smascherata dalla
verità.
UFFIZIALE Come! Voi trattate cosí male la filosofia?
EGIDIO Volesse il cielo, ch’io potessi farlo
davvero! Mi dispiace ch’è soltanto una filosofia di pietra.
UFFIZIALE Siete forse nemico della filosofia?
EGIDIO Come lo sono della peste e del diavolo.
UFFIZIALE Qua poi non posso applaudirvi. Come? La
filosofia, prima scienza dell’universo, madre di tutte le virtú...
EGIDIO Non è quella di cui vi parlo. È la filosofia
del nostro secolo. Guardatela bene in viso e scoprirete chi è.
UFFIZIALE Veggo una bella larva che si distacca da
un viso orribile.
EGIDIO Ebbene riconoscete in quel viso l’ipocrisia,
che a’ nostri giorni ha preso la maschera della filosofia. La verità l’ha
colpita, e la mostra all’universo nel suo vero aspetto. Questa è quella che con
false sembianze seduce gli spiriti, gli inganna, gli avvelena. Ecco la maestra
dei sistemi e degli errori, la promotrice de’ vizi e del libertinaggio, la
corruttrice dei cuori, la peste delle nazioni. Guai a chi se le avvicina! Egli
succhia la morte e perisce per le sue mani.
UFFIZIALE (guardando con maraviglia) Amico,
mi consolo con voi. Voi mi parlate in un modo che mi fa stupore.
EGIDIO Sospendete il vostro giudizio. Invece
sappiate ch’io vi parlo come un pappagallo. Questa è una lezione che non è mia,
ma l’ho appresa bene, mi piace moltissimo, e mi è passata al cuore ed
all’anima.
UFFIZIALE Da chi l’avete appresa?
EGIDIO Da un mio fratello.
UFFIZIALE Voi avete un fratello?
EGIDIO Sí signore: ed è un uomo assai letterato.
UFFIZIALE Dov’è?
EGIDIO È qui con me; ma è cieco, infermiccio, e
ormai non è piú che l’ombra di quello che fu.
UFFIZIALE Lo vedrei volentieri.
EGIDIO Quando vi piace; e son certo che parlando con
lui, vi troverete piacere.
UFFIZIALE Ritorniamo a noi. Quest’opera e queste
massime onorano la scultura e il professore.
EGIDIO Noi serviamo alla favola ed alla storia; chi
ci vieta di servire alla critica e alla morale?
UFFIZIALE Sarebbe desiderabile che tutti
v’imitassero.
EGIDIO Ma non farebbero quattrini. Val piú una
Venere lasciva con cento difetti, che un capolavoro di Michelangelo che mostri
la modestia e la gravità.
UFFIZIALE Bravo! Viva il signor conte!
EGIDIO (si volta a guardare indietro) Dov’è?
UFFIZIALE Chi?
EGIDIO Il signor conte.
UFFIZIALE (ridendo e battendogli una mano sulla
spalla) Buon uomo! (gli volge le spalle e vede Luigia).
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