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Camillo Federici
I pregiudizi dei paesi piccoli ossia lo scultore e il cieco

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  • ATTO TERZO
    • Scena quarta   Luigia, che scende dalla scala, si mette a sedere sull’ultimo gradino, appoggiando il volto sulle sue mani; e i suddetti.
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Scena quarta

 

Luigia, che scende dalla scala, si mette a sedere sull’ultimo gradino, appoggiando il volto sulle sue mani; e i suddetti.

 

UFFIZIALE Chi è quella giovane che siede in fondo e mi par mesta?

EGIDIO Poveretta! È anch’essa una vittima dei pregiudizi.

UFFIZIALE È qualche cosa del vostro?

EGIDIO E mia figlia.

UFFIZIALE Che fa sola?

EGIDIO Pensa al suo stato.

UFFIZIALE Chiamatela.

EGIDIO Ehi! Luigia, vieni avanti: questo signore brama di conoscerti.

LUIGIA (si alza lentamente in atto d’avanzarsi, e si volge tutto ad un tratto verso la porta d’ingresso esclamando) Oh Dio! Eccolo, è desso (corre verso la detta porta).

UFFIZIALE Con chi parla? Che vuol dir questo trasporto!

 

 

 




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