Scena
settima
Il
conte Steimbergh, e i suddetti.
STEIMBERGH Signore, quando volete partire, si è
trovato il modo di soddisfarvi.
UFFIZIALE Vi ringrazio.
EGIDIO Signor conte, è vero ciò che dice Lucia?
STEIMBERGH E che dice?
EGIDIO Ch’è arrivato il sovrano!
STEIMBERGH Si grida di sí.
UFFIZIALE E voi cosa dite, signor direttore?
STEIMBERGH Voi potete leggere sulla mia fronte la
mia risposta. (Qui ci vuol cautela).
ODOARDO (al conte). Dov’è alloggiato?
STEIMBERGH Tutti corrono alla posta.
ODOARDO Come si potrebbe ottenere la grazia di parlargli?
STEIMBERGH Raccomandatevi a questo signore.
UFFIZIALE Io farò ciò che posso.
EGIDIO Animo dunque; se avete mezzi, aiutate questi
poveri disgraziati.
UFFIZIALE Sí, voglio farlo e vi prometto di
riuscirvi.
EGIDIO Che il cielo vi benedica! Non posso contenermi
dall’abbracciarvi. (A Lucia) Va’, Lucia, va’ tosto e porta tre o quattro
bicchieri. (Lucia parte, poi torna).
UFFIZIALE A che farne?
EGIDIO Voglio che beviamo un bicchiere di vino alla
salute dell’imperatore. Scusate la confidenza: voi ci farete quest’onore e
sarete dei nostri.
UFFIZIALE Volentieri; per un sí bel motivo mi unisco
al vostro buon cuore.
LUCIA (che torna con sottocoppa e bicchieri) Servitevi
da voi. Io ritorno alla finestra a sentire ciò che succede (posa tutto sopra
un pezzo di marmo e parte).
EGIDIO Qua (prende la bottiglia, versa il vino, e
lo distribuisce) Prima al forestiere... poi al signor conte... e questo a
me... Voi altri servitevi da voi stessi (bevendo) Viva il nostro
benefico imperatore!
STEIMBERGH (e tutti gli altri) Viva!
EGIDIO (accostandosi in confidenza all’orecchio dell’uffiziale) Di
grazia, signore, scusate la mia libertà... Chi siete voi veramente?
UFFIZIALE A dirvi il vero, sono un amico dell’imperatore.
EGIDIO Amico! Tanto meglio (bevendo). Alla
salute dell’amico dell’imperatore.
UFFIZIALE Obbligato.
EGIDIO (un’altra volta come sopra) Veramente
amico?
UFFIZIALE Amicissimo.
EGIDIO Son fuori di me per il giubbilo.
UFFIZIALE Questo vino è assai buono.
EGIDIO È quello che mi dà l’estro per fare le statue
che avete lodato... Scusate, se non vi ho conosciuto.
UFFIZIALE Non importa (rende il bicchiere).
EGIDIO Ne volete un altro bicchierino?
UFFIZIALE Basta.
EGIDIO Mi raccomando a voi, vi raccomando queste
creature.
UFFIZIALE Non dubitate che sono bene raccomandate.
LUIGIA Ah signore!...
ODOARDO Proteggeteci con tutta la premura.
UFFIZIALE Fidatevi e rimanete tranquilli.
EGIDIO Guardate che buon signore! Il cielo ce l’ha
mandato.
UFFIZIALE Signor conte, compite l’opera della vostra
amicizia, e fate sapere a chi deve condurmi ch’io partirò fra due ore.
STEIMBERGH Io non so ambire di piú che l’onore dei
vostri comandi (parte).
EGIDIO Fra due ore! Ma dunque in sí poco tempo...
UFFIZIALE Non vi affannate. In due ore faremo
tutto... Intanto mantenetemi la vostra parola.
EGIDIO Quale?
UFFIZIALE Quella di condurmi da vostro fratello.
EGIDIO Avete ragione.
UFFIZIALE Andiamo, signor conte.
EGIDIO Conte un... Me la fareste dire. Volete
seguitare a burlarmi?
UFFIZIALE (ridendo) Buon uomo, buon amico!
Andiamo, andiamo (gli volge le spalle e s’incammina).
EGIDIO (prende il lume ch’è sul marmo) Io vi
precedo. La venuta del principe, la vostra visita m’hanno infuso un giubbilo,
un brio, che non capisco nella pelle. Coraggio, o figli. Il cielo non abbandona
i miserabili. Prendete l’altro lume e accompagnate il nostro protettore (va
innanzi seguito da Odoardo, che prende il lume ch’è accanto al gruppo, e
precede l’uffiziale, e con Luigia unitamente ascendono tutti la scala).
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