Scena
terza
Egidio, l’Uffiziale, il barone Odoardo, Lucia, e
Ferdinando.
EGIDIO Addio, fratello.
FERDINANDO Addio. Hai terminato il tuo lavoro?
EGIDIO Non ancora. È venuta una persona a
interrompermi. Ma ho piacere di questa interruzione. Rallegrati, o Ferdinando.
FERDINANDO Di che?
EGIDIO Finalmente ho ritrovato chi proteggerà la mia
figlia.
FERDINANDO Protettor maschio, o protettor femmina?
EGIDIO Maschio, maschio.
FERDINANDO Giovane, o vecchio?
EGIDIO Giovane.
FERDINANDO Di che condizione?
EGIDIO Sublime.
FERDINANDO Oimè!
EGIDIO Che vuol dire questo oimè?
FERDINANDO Queste qualità non mi piacciono.
EGIDIO Perché?
FERDINANDO Tua figlia è giovane, e non brutta. Leva
l’uno o l’altro, e sparirà il protettore.
EGIDIO Spiegati meglio.
FERDINANDO Intendimi, se lo vuoi, o fratello. Ho detto quanto basta.
UFFIZIALE Buon vecchio, voi mi scagliate un’ingiuria
ch’io credo di non meritarmi. Ma vi prego prima a conoscermi.
EGIDIO O fratello, si può ben dire che questa volta
tu hai parlato alla cieca.
FERDINANDO Egli è dunque presente, e tu non me ne
hai avvisato? Chiunque siate, scusate, o signore. Io vi ho parlato coi termini volgari
dell’esperienza. Avrò piacere d’ingannarmi.
EGIDIO Appunto. Se tu potessi vederlo! Queste sono
di quelle fisonomie che non ingannano.
FERDINANDO Chi è?
EGIDIO Un soldato, ma di alto grado.
FERDINANDO Soldato! Datemi, o signore, la vostra
mano.
UFFIZIALE (porgendo la mano a Ferdinando) Eccola.
FERDINANDO Vi domando perdono; vi rendo la mia stima
e vi accetto per protettore.
UFFIZIALE Voi mi sembrate molto amico del nome e del
carattere di soldato.
FERDINANDO Sí: è ormai l’unica gente ch’io stimo.
Tutto il resto mi fa compassione.
UFFIZIALE Perché?
FERDINANDO Il soldato, o signore, è depositario
dell’onor vero. Egli solo ci conserva l’idea del buon ordine, della cieca
obbedienza, della subordinazione. I nostri letterati, falsi lumi del secolo,
dísputano sulle leggi; egli si contenta di saperle; quelli entrano con spirito
ribelle a esaminarle: questi ne rispetta gli arcani e si limita ad obbedirle.
Essi, infine, si contraddicono e generano la confusione; il soldato, sempre
eguale a se stesso, fa riparo alla licenza e mantiene la disciplina.
UFFIZIALE Voi parlate in un modo che risveglia la
mia attenzione, e mi sembrate piú grande che non vi ho creduto.
EGIDIO Eh, eh! se tirerete avanti, sentirete il vero
Cicerone della Germania.
UFFIZIALE Egli sembra molto vecchio.
EGIDIO Eppure è piú giovane di me.
UFFIZIALE Piú giovane? come mai? Voi comparite
robusto e in una perfetta virilità. Egli al contrario...
EGIDIO Signore, sappiate che io ho faticato col
corpo ed egli collo spirito.
FERDINANDO Questi capelli canuti e un’immatura
vecchiezza sono il premio dell’uomo pensatore. Mio padre, di cui benedico la
memoria, ha voluto distinguermi; egli ambiva di avere un sapiente nella sua
famiglia e mi ha trasportato dallo scalpello ai libri. Che grazia fatale ha
voluto farmi! Ho studiato molto, ho brillato anch’io fra i letterati del
secolo. Mi sembrava da principio di dominare sui secreti della natura, ma ho
veduto il mio inganno. Due terzi della nostra scienza sono vanità e muoio
confessando di non saper nulla.
UFFIZIALE Quanto tempo è che siete cieco?
FERDINANDO Tre anni.
UFFIZIALE Come sopportate la vostra disgrazia?
FERDINANDO Tranquillamente. Tra i beni che mi toglie
e i disgusti che mi risparmia, sono compensato abbastanza.
UFFIZIALE Sembra che facciate plauso alla vostra
cecità.
FERDINANDO Quasi; e s’ella mi priva di godere lo
spettacolo luminoso della natura, non veggo nemmeno i disordini che la
degradano, non le tinte artifíziose degli uomini che la trasformano, non gli
omaggi adulatori, non le finte carezze, i falsi sorrisi, le insidie... infine
non veggo i delitti.
EGIDIO (all’uffiziale) Rispondetegli, se vi
basta l’animo.
UFFIZIALE Voi siete un uomo assolutamente grande.
EGIDIO Eh per bacco! lo so ancor io. Non darei mio
fratello per tutto l’oro che ha ne’ suoi scrigni l’imperatore.
UFFIZIALE Piú che io lo guardo, piú mi sembra che la
sua idea non mi sia nuova. Io dovrei avervi veduto in qualche luogo.
FERDINANDO Niente di piú probabile. Foste mai in
Vienna?
UFFIZIALE È la mia patria.
FERDINANDO Ebbene mi avrete veduto colà, dove fui
per dodici anni e con onore, se volete informarvene.
UFFIZIALE Che facevate?
FERDINANDO Vi esercitava la carica di professore di
diritto naturale nell’imperiale università.
UFFIZIALE O vedete, dunque, se io non m’inganno?
Quanto tempo è che vi mancate?
FERDINANDO Saranno tre anni.
UFFIZIALE M’immagino che la vostra infermità...
FERDINANDO Appunto. Ella interruppe il corso alle
mie fatiche.
UFFIZIALE Avete ricevuta una congrua giubilazione?
FERDINANDO Assai meschina.
UFFIZIALE Come?
FERDINANDO Non mancano mai gli spiriti invidiosi,
nemici del suo simile, che si fanno un vanto di arrestare la generosità del suo
principe.
UFFIZIALE Io starei per giurarvi, che il principe
non sa nulla di tutto ciò.
FERDINANDO Ve lo credo... Voi però siete testimonio
del mio stato e della mia ricchezza.
UFFIZIALE Consolatevi, che siete vicino a
migliorarlo.
FERDINANDO Con qual fondamento?
UFFIZIALE Voi dunque non sapete d’esser fatto
consigliere dell’imperatore?
FERDINANDO Io? Da quando in qua?
UFFIZIALE Vi basti cosí. Il resto è ancora un
arcano: ma durerà poco.
EGIDIO (Non saprei... questo signore distribuisce
titoli con facilità... Ora mi ricordo... io conte... egli consigliere... Che
negozio è questo? io non intendo molto queste patenti).
UFFIZIALE (ad Egidio) Che pensate?
EGIDIO Penso al consigliere e al conte suo fratello.
UFFIZIALE (sorridendo) Intenderete, amico,
intenderete...
FERDINANDO Gli ultimi vostri detti, o signore...
basta io fo conto di non averli ascoltati. Ma passiamo ad altro. Dov’è la mia
Luigia?
EGIDIO Eccola qui.
FERDINANDO Tu non mi dici nulla, mia cara nipote?
LUIGIA Io non voleva disturbare chi parla meglio di
me.
FERDINANDO E Odoardo non si è veduto questa sera?
ODOARDO (gli bacia la mano).
FERDINANDO, Chi è questi? (toccandolo qua e là).
ODOARDO È il vostro caro Odoardo, che vi ama e
rispetta.
FERDINANDO Abbracciami, o figlio. L’ingiustizia ti
perseguita, ma il cielo ti proteggerà; e sarai l’appoggio di mia nipote.
EGIDIO Cosí diceva pure questo signore. Egli ha
promesso di presentarci all’imperatore.
FERDINANDO Il cielo lo voglia! Se non fossi cosí
cieco... Cento volte m’è venuto in mente di andarmi a gettare a’ suoi piedi.
UFFIZIALE Egli vi avrebbe accolto con umanità e con
amore; e voi avete mancato di confidenza verso lui.
FERDINANDO Che buon principe! Non so s’egli sia di
quell’indole cosí facile e popolare, con cui...
EGIDIO Sí; dicono ch’egli è sempre lo stesso. A
proposito, tu dovresti conoscerlo molto bene.
FERDINANDO Se lo conosco!... Gli ho baciata la mano
tante volte... Allora era un piacere a vedere, a sentire i tratti della sua
bontà, del suo spirito... Affabile con tutti, compassionevole, benefico... egli
era l’amico de’ suoi sudditi: accorreva, cercava, preveniva i bisogni. Si
diceva per proverbio ch’egli era in tutt’i luoghi, che i poveri e i ricchi
dormivano tranquilli, ed egli vegliava e ne faceva la sicurezza.
EGIDIO Seguita, fratello: tu m’imbalsami gli orecchi
parlando cosí del nostro principe.
FERDINANDO Ho anch’io in ciò la mia debolezza... Mi
ricordo ancora, come se fosse adesso, i suoi modi, il suo volto, e perfino le
sue parole.
EGIDIO Dipingimi, ti prego, la sua persona. Aiutami,
giacché debbo presentarmi a lui, come questo signore ci promette, a
distinguerlo subito in mezzo a’ suoi cortigiani.
FERDINANDO Eccoti il suo ritratto, che tu potresti
scolpire, senza ombra di sbaglio.
EGIDIO Non batto palpebra.
FERDINANDO Egli è ben fatto e di una statura
mediocre.
UFFIZIALE Tralasciate, vi prego...
EGIDIO Non crederò che vi dispiaccia sentir parlare
del vostro padrone e del mio.
FERDINANDO Veste quasi sempre da soldato e il suo
abito prediletto è, massimamente quando viaggia, un’uniforme verde con rivolte
e fodera di color rosso, ch’è quella del suo reggimento.
EGIDIO Questo signore ne ha una compagna.
FERDINANDO Ha una faccia ilare, i capelli arricciati
semplicemente, un occhio celeste, ma vivace, due begli archi di ciglia nere,
che lo adornano, una guancia ritondetta e prosperosa e il labbro inferiore un
pochetto colmo e rovesciato al di fuori.
EGIDIO (guardando l’uffiziale con sorpresa) Fin
qui questo signore lo rassomiglia come un pomo diviso dalla sua metà.
UFFIZIALE (Ormai l’innocenza di questa buona gente
arriva a scoprirmi senza volerlo).
FERDINANDO Nota bene questi due segni, che te lo
faranno distinguere anche fra mille. Tiene un neo sotto l’occhio sinistro, che
gli dà qualche grazia.
EGIDIO (tenendo sempre gli occhi addosso
all’uffiziale, con qualche confusione interrompe) Un neo?
LUIGIA e ODOARDO (avendo osservato anch’essi, danno segni di
sorpresa e di confusione).
FERDINANDO Ed ha il mento un poco strisciato nella sua sommità da una
palla di moschetto.
EGIDIO (torna a guardare l’uffiziale).
UFFIZIALE (destramente e mostrando di farlo a caso, si porta un
fazzoletto al viso).
EGIDIO (attonito a Ferdinando) Fratello!
FERDINANDO Che?
EGIDIO Mi hai tu detta la verità?
FERDINANDO Perché questa interrogazione?
EGIDIO (guarda l’uffiziale, indi Luigia e Odoardo, gesteggia, vorrebbe
parlare, si trattiene, e rimane in un atteggiamento d’uomo estatico).
UFFIZIALE (mostra non badarvi, e fa alcuni passi fingendo
distrazione).
EGIDIO (O è desso, o io sogno).
ODOARDO (attonito e sotto voce) Luigia!
LUIGIA (attonita anch’essa e timorosa,
sottovoce) Odoardo!
ODOARDO (come sopra) Hai tu veduto il neo?
LUIGIA (come sopra) E quel labbro, quegli occhi?... ah
tutto...
UFFIZIALE Ed ora che significa questo improvviso
silenzio? Non c’è piú alcuno che parli?
ODOARDO (a Luigia) E quel nascondersi il
viso?
LUIGIA (a Odoardo) Ah ch’io palpito e tremo
tutta!
UFFIZIALE È tempo che vi levi l’incomodo. Addio miei
cari amici (in atto di partire).
EGIDIO Partite?
UFFIZIALE. Sí.
ODOARDO e LUIGIA (fanno una timida riverenza, irresoluti a che
determinarsi, all’uffiziale che passa davanti).
UFFIZIALE (fermandosi ad osservarli) Voi non
mi dite nulla!
LUIGIA Noi, signore?
ODOARDO Noi? E che possiamo mai dirvi?...
Interpretate piuttosto il nostro silenzio.
UFFIZIALE (Chi lo direbbe? Il loro imbarazzo genera il
mio... Veggo la loro confusione e non so a che risolvermi).
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