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Camillo Federici
I pregiudizi dei paesi piccoli ossia lo scultore e il cieco

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  • ATTO QUARTO
    • Scena quinta   Lucia che introduce la contessa Valsingber e il conte di Steimbergh; e i suddetti.
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Scena quinta

 

Lucia che introduce la contessa Valsingber e il conte di Steimbergh; e i suddetti.

 

LUCIA Eccola (parte poi torna).

UFFIZIALE Voi qua, signora?

VALSINGHER Perdonate, vi supplico, alla mia libertà.

UFFIZIALE Dubitavate forse ch’io potessi dimenticarmi la mia promessa?

VALSINGHER Voi non potete mancare alla vostra parola.

UFFIZIALE Perché dunque?...

VALSINGHER Ho voluto prevenirvi e darvi un segno del mio rispetto.

UFFIZIALE Ciò non conviene a voi che come dama...

VALSINGHER Riflettetevi bene, o signore, e vedrete che il mio decoro non soffre nulla in questo caso.

UFFIZIALE (rivolgendosi al conte) Avreste voi per avventura tradito il mio segreto?

STEIMBERGH Io temo ch’essa l’abbia penetrato da se stessa.

UFFIZIALE (alla contessa) Chi vi ha detto ch’io son qui?

VALSINGHER Voi stesso, se vi ricordate che poche ore fa...

UFFIZIALE Dite benissimo. Quelli dunque sono i figli del maggiore Valsingher e figli vostri?

VALSINGHER Nati e dedicati a servirvi, se li accettate.

UFFIZIALE: A servir me?

VALSINGHER Se questa parola mi è sfuggita, s’ella è fuor di tempo, attribuitela alla mia confusione.

EGIDIO (Non vi è piú dubbio).

ODOARDO (sottovoce e timido a Luigia) Intendi nulla, o Luigía?

LUIGIA (sotto voce a Odoardo) Ah Odoardo, se tu sapessi come mi palpita il cuore!

UFFIZIALE (ai circostanti) Che fate voi cosí dimessi e taciturni?

LUIGIA (umilmente e piano) Nulla.

UFFIZIALE Voi tremate?

LUIGIA Non signore... (sono tutta scossa da capo a’ piedi).

UFFIZIALE Parlate.

VALSINGHER (avvicinandosegli con sommessione) Se non temessi d’offendervi...

UFFIZIALE Proseguite.

VALSINGHER (passando a un vivace trasporto) Ah no... Voi siete buono e clemente; né ci ricuserete la grazia di baciarvi la mano.

EGIDIO Ed io, signore... ed io... (piangendo e presentando Luigia e Odoardo che piangono insieme con lui) Ecco pure i miei figli.

FERDINANDO (Ormai mi nasce un sospetto)...

UFFIZIALE Che lagrime son quelle?

EGIDIO Di tenerezza.

UFFIZIALE E perché?

EGIDIO Ah signore, fateci degni di cadere a’ vostri piedi. Queste lagrime ci tradiscono. Il nostro cuore vi ha riconosciuto.

VALSINGHER Accordateci il giubilo di pronunziare il vostro glorioso nome, senza tema di dispiacervi.

UFFIZIALE Ah !... voi lo meritate. Ho resistito abbastanza.

VALSINGHER Giusto cielo!

ODOARDO Nostro re!

LUIGIA Nostro padre!

EGIDIO Invitto Alberto, glorioso imperatore!

(tutti si gettano a suoi piedi).

FERDINANDO (balza dalla sedia, e si slancia a tentone per correre anch’egli a’ piedi dell’imperatore) Egli stesso!... Oh Dio!... Figli miei, aiutatemi... Io pure... Ch’io baci i suoi piedi e poi muoio tranquillo (si prostra e stringe le ginocchia dell’imperatore).

IMPERATORE Amici miei, cari amici, basta. Voi chiamate le mie lagrime a mescolarsi colle vostre. Alzatevi... abbracciatemi. Ecco il padre vostro, il difensore, l’amico.

FERDINANDO Il cielo dia lunghi giorni a un buon padre...

EGIDIO Ch’ei ci tolga gli avanzi della nostra vita per aggiungerli alla sua.

IMPERATORE Quest’accoglienza e questi voti sono ben piú sinceri e mi toccano il cuore mille volte piú che le festose acclamazioni di un popolo intiero. Qui tutto è candore, tenerezza, verità. Fortunati questi momenti che ho passati con voi. Io li debbo all’alterigia di poche anime basse, amiche dell’ignoranza e della propria fortuna. Ecco dove riseggono i sentimenti generosi e le virtú. Non mi scorderò mai di questi istanti.

LUCIA (che ritorna frettolosa, all’imperatore) Signore, due uffiziali vestiti, come voi, vi cercano, e sono fuori, che vi aspettano... Inoltre... oh se vedeste!... una folla di popolo è innanzi la nostra casa. Bassa gente, signori... tutti sono meschiati insieme e mostrano il medesimo desiderio.

IMPERATORE Di che?

LUCIA Di vedere l’imperatore... Dicono ch’egli è qua. Guardate che pazzi!

LUIGIA Ah Lucia!

LUCIA I piú nobili, il presidente padre di Odoardo, i due baroni di Velfen e Splinn, le due baronesse, una Stollen, l’altra... non mi ricordo, il cavalierotto... (alla contessa) voi sapete come si chiama... e alcuni altri sono entrati nel portico dove stanno i marmi e le statue e dimandano la permissione di presentarsi.

IMPERATORE Il presidente? Le due baronesse? Le vedrò volentieri. Entrino pure.

EGIDIO (a Lucia) Avete sentito?

LUCIA Subito (parte).

IMPERATORE Lo credereste, amici? Essi mi hanno riputato indegno della loro compagnia. Quest’abito semplice non li ha persuasi.

FERDINANDO Oh ciechi!... Voi che potreste opprimerli con un solo de’ vostri sguardi.

IMPERATORE lo non so che riderne e compatirli.

VALSINGIIER Sento il calpestio.

EGIDIO (osservando) Son dessi.

 

 

 




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