Scena
quinta
Lucia
che introduce la contessa Valsingber e il conte di Steimbergh; e i
suddetti.
LUCIA Eccola (parte poi torna).
UFFIZIALE Voi qua, signora?
VALSINGHER Perdonate, vi supplico, alla mia libertà.
UFFIZIALE Dubitavate forse ch’io potessi
dimenticarmi la mia promessa?
VALSINGHER Voi non potete mancare alla vostra
parola.
UFFIZIALE Perché dunque?...
VALSINGHER Ho voluto prevenirvi e darvi un segno del
mio rispetto.
UFFIZIALE Ciò non conviene a voi che come dama...
VALSINGHER Riflettetevi bene, o signore, e vedrete
che il mio decoro non soffre nulla in questo caso.
UFFIZIALE (rivolgendosi al conte) Avreste
voi per avventura tradito il mio segreto?
STEIMBERGH Io temo ch’essa l’abbia penetrato da se
stessa.
UFFIZIALE (alla contessa) Chi vi ha detto
ch’io son qui?
VALSINGHER Voi stesso, se vi ricordate che poche ore
fa...
UFFIZIALE Dite benissimo. Quelli dunque sono i figli
del maggiore Valsingher e figli vostri?
VALSINGHER Nati e dedicati a servirvi, se li
accettate.
UFFIZIALE: A servir me?
VALSINGHER Se questa parola mi è sfuggita, s’ella è
fuor di tempo, attribuitela alla mia confusione.
EGIDIO (Non vi è piú dubbio).
ODOARDO (sottovoce e timido a Luigia) Intendi
nulla, o Luigía?
LUIGIA (sotto voce a Odoardo) Ah Odoardo, se
tu sapessi come mi palpita il cuore!
UFFIZIALE (ai circostanti) Che fate voi cosí
dimessi e taciturni?
LUIGIA (umilmente e piano) Nulla.
UFFIZIALE Voi tremate?
LUIGIA Non signore... (sono tutta scossa da capo a’
piedi).
UFFIZIALE Parlate.
VALSINGHER (avvicinandosegli con sommessione) Se
non temessi d’offendervi...
UFFIZIALE Proseguite.
VALSINGHER (passando a un vivace trasporto) Ah
no... Voi siete buono e clemente; né ci ricuserete la grazia di baciarvi la
mano.
EGIDIO Ed io, signore... ed io... (piangendo e
presentando Luigia e Odoardo che piangono insieme con lui) Ecco pure i miei
figli.
FERDINANDO (Ormai mi nasce un sospetto)...
UFFIZIALE Che lagrime son quelle?
EGIDIO Di tenerezza.
UFFIZIALE E perché?
EGIDIO Ah signore, fateci degni di cadere a’ vostri
piedi. Queste lagrime ci tradiscono. Il nostro cuore vi ha riconosciuto.
VALSINGHER Accordateci il giubilo di pronunziare il
vostro glorioso nome, senza tema di dispiacervi.
UFFIZIALE Ah sí!... voi lo meritate. Ho resistito
abbastanza.
FERDINANDO (balza dalla sedia, e si slancia
a tentone per correre anch’egli a’ piedi dell’imperatore) Egli stesso!...
Oh Dio!... Figli miei, aiutatemi... Io pure... Ch’io baci i suoi piedi e poi
muoio tranquillo (si prostra e stringe le ginocchia dell’imperatore).
IMPERATORE Amici miei, cari amici, basta. Voi
chiamate le mie lagrime a mescolarsi colle vostre. Alzatevi... abbracciatemi.
Ecco il padre vostro, il difensore, l’amico.
FERDINANDO Il cielo dia lunghi giorni a un sí buon
padre...
EGIDIO Ch’ei ci tolga gli avanzi della nostra vita
per aggiungerli alla sua.
IMPERATORE Quest’accoglienza e questi voti sono ben
piú sinceri e mi toccano il cuore mille volte piú che le festose acclamazioni
di un popolo intiero. Qui tutto è candore, tenerezza, verità. Fortunati questi
momenti che ho passati con voi. Io li debbo all’alterigia di poche anime basse,
amiche dell’ignoranza e della propria fortuna. Ecco dove riseggono i sentimenti
generosi e le virtú. Non mi scorderò mai di questi istanti.
LUCIA (che ritorna frettolosa, all’imperatore) Signore,
due uffiziali vestiti, come voi, vi cercano, e sono là fuori, che vi
aspettano... Inoltre... oh se vedeste!... una folla di popolo è innanzi la
nostra casa. Bassa gente, signori... tutti sono meschiati insieme e mostrano il
medesimo desiderio.
IMPERATORE Di che?
LUCIA Di vedere l’imperatore... Dicono ch’egli è
qua. Guardate che pazzi!
LUIGIA Ah Lucia!
LUCIA I piú nobili, il presidente padre di Odoardo,
i due baroni di Velfen e Splinn, le due baronesse, una Stollen, l’altra... non
mi ricordo, il cavalierotto... (alla contessa) voi sapete come si
chiama... e alcuni altri sono entrati nel portico dove stanno i marmi e le
statue e dimandano la permissione di presentarsi.
IMPERATORE Il presidente? Le due baronesse? Le vedrò
volentieri. Entrino pure.
EGIDIO (a Lucia) Avete sentito?
LUCIA Subito (parte).
IMPERATORE Lo credereste, amici? Essi mi hanno
riputato indegno della loro compagnia. Quest’abito semplice non li ha persuasi.
FERDINANDO Oh ciechi!... Voi che potreste opprimerli
con un solo de’ vostri sguardi.
IMPERATORE lo non so che riderne e compatirli.
VALSINGIIER Sento il calpestio.
EGIDIO (osservando) Son dessi.
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