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Capitulo ad amicam.
Se al primo sguardo
mai l’anima acesa,
E, privato
d’arbitrio, ancidi ‘l core,
Pacientia: contro il
ciel non val diffesa.
Se credendome uscir de
affanno fore
Restai d’ogni mio
ben spogliato e casso,
Pacientia: non son
solo in questo errore.
S’io domando pietate a
capo basso,
E che de crudeltà me apri le porte,
Pacientia: non sapea
che fusti un sasso.
S’io dico: vedi com’io
corro a morte,
E che alegra più sei
quant’io son mesto,
Pacientia: cusì vol
mia dura sorte.
Se d’huom felice m’hai
fatto il più infesto,
E di corpo sensibil
duro smalto,
Pacientia: non
credea giungeria questo.
Se mestesso perdei nel
primo assalto,
Come al sol si
confonde humana vista,
Pacientia: non dovea
guardar tant’alto.
Se hebbi sol per mirar
l’anima trista
Il tuo bel volto,
che ognun loda e brama,
Pacientia: poi che
mal per ben se acquista.
Se sol mia lingua il
tuo bel nome chiama,
E che più me te fai sorda e retrosa,
Pacientia: cusì
advien a chi troppo ama.
S’io ti mostro la
piaga sanguinosa,
E ch’io
ti veggia dil mio mal ioconda,
Pacientia:
forsi un dì serai dogliosa:
S’io dico: aymè, sei
troppo sitibondo
Dil mio penar; e che
più tarda il sdegno?
Pacientia: un giorno
harrò tranquilla l’onda.
Se più che alciarte
ingrata ognhor m’ingegno
Più che cerchi pormi
sempre in basso stato,
Pacientia: voler
quel che vuoi convegno.
Se a gran torto da te
son dilaniato,
E giunto a grado ch’io non credea mai,
Pacientia: sempre il
ciel non fia turbato.
S’io dico: donna, pur
tu vedi e sai
Che ti mostri cieca
& ignorante,
Pacientia: un giorno
me conoscerai.
Se in premio al fin de mie fatiche tante
Ne riporto tormento,
danno e scorno,
Pacientia: questo è
cibo d’ogni amante.
Se ‘l dolce volto tuo de raggi adorno
Adhora me è sì amaro e tenebroso,
Pacientia: dapoi
notte vien il giorno.
S’io son d’ognun più
afflitto e più doglioso
E per te fatto de
padron vassallo,
Pacientia: un dì
serò lieto e gioioso.
Se
più che vedi al tocco il mio metallo
Esser perfetto più
lo spreci ognhora,
Pacientia: un dì conoscerai tuo fallo.
Si chi per simulacro e
dio te adora
Offendi e spreci e
cerchi il suo morire,
Pacientia: i’
morirò, se vuoi ch’io mora.
Se ‘l iusto mio voler tecco adimpire
Non posso con le
lagrime e col stento,
Pacientia: un tracto
de’ tutto finire.
Se quasi a l’ultim’hora esser mi sento
Per
tua troppo bellezza e troppo orgoglio,
Pacientia: forsi un
dì serò contento.
Se teco a gran ragion mi lagno e doglio,
E che tacendo godi
dil mio pianto,
Pacientia: contra
tre nulla non voglio.
Se di pacientia i’ me armo tutto quanto,
Pacientemente
coglier spero il frutto,
E portar con
pacientia alfin il vanto
Che solo con patientia
ottiensi il tutto.
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