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Capitulo lagrimoso
Sì
come al nascer piansi i’ vo piangendo,
E cusì pianger fin
morte conviene,
Che in pianto un mal
principio va sequendo.
Piansi
in fasce, nel latte, & quando dieme
Nel petto il colpo
Amor, piansi & hor piango
Per spezar quel che
in duro pianto tieme;
La man con denti miei piangendo frango
Che nel dar fin son
pigre al lungo pianto,
Del qual per pianger
mai scarso rimango.
Piango
perché nel ventre non fui franto,
Piango che fuor di
quel nei teneri anni
Morte non posse il
pianger mio da canto;
Piango
quel dì che agli amorosi inganni
Lusingando fui
perso; e piango il loco
Che fu principio dil
mio pianto e danni.
Piange
il solaccio, il suono, il canto e il loco,
Le rime e i versi; e
piango il primo sguardo
Dove causò il mio lungo
pianto e foco.
Piango
perché non fu di tosco il dardo,
Piango perché né un serpe la catena,
Ché piangendo al morir
non seria tardo.
Piango
perché la fronte alma e serena
Non mi fu nel dur
pianger di Medusa,
Ch’io sarei fuor di
pianto e fuor di pena.
Piango
la fiamma che gran tempo chiusa
Tenuta ho dentro il petto, e piango il laccio
Che piangendo mi fa
l’alma confusa.
Piango
il dur pianto, la ferita e il laccio,
Piango che uscir
poeta di pianto amaro
Entrai piangendo
qual huom scioccho e paccio;
Piango
ch’io non conobbi il scur dal chiaro,
Piango che scorto fui da un finto aspetto,
Cusì piangendo ale
mie spese imparo.
Piango
senz’alma e senza cor nel petto,
Pien de pianto,
suspir, de affanno e stento,
Dove piangendo
stesso m’ho in dispetto;
Piango
i miei tristi dì spesi in tormento,
Piango le notti che
al fin scorto m’hanno,
E piango mie fatiche
sparse al vento.
Piango
il fidel servir mio senze inganno,
Piango mia pura
fede, e il raro amore,
Piango miei persi
pasi e il longo affanno.
I’
piango gli anni, i mesi, i giorni e l’hore,
Ché piangendo hanmi a
cotal grado scorto
Ch’io son de pianto
herede e senza core.
Piango
il lungo martir e il gaudio corto,
Anci piango non
altri che me stesso,
Che piangendo mi fei de
vivo morto.
Piango
che al tristo fin mi sento appresso,
Piango e piangendo
in pianto più me accendo,
Ché per mio eterno
pianto ha il ciel premesso
Che
qual nacqui tapin mora piangendo.
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