| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Giovanni Meli Opera nova amorosa de Nocturno Napolitano IntraText CT - Lettura del testo |
|
|
|
|
Oration a Nostra Donna
Vergine sola fra le belle bella, Dil tuo figliolo figlia, madre e sposa, De ogni cor dissolato porto e stella, Perché sopra d’ogn’altra sei pietosa, A man giunte a te vengo genuflesso Col cor contritto, faccia lagrimosa, Et de ogni mio neffando error comesso Te dimando pietade, perché mai, Lasso, non riconobbi pur me stesso, E come il tutto intendi, vedi e sai Hamme condotto il poco e mal governo In un mar profundissimo de guai; Dove se ‘l tuo valor alto e superno Vi<v>a non mi mostra a uscir di tal periglio, Per me stesso alcun modo non discerno. Però qual humil madre al vero figlio, Vogli prestarmi il magno tuo soccorso, E farmi degno di tuo buon consiglio: Ché se a’ miei tanti affanni poni il morso, Mediante lo aiuto tuo, regina, In tanto error mai più non serò incorso. Anci il tempo in degno e in disciplina Spenderò ch’io spenedeva in vanitate, E in lodar sempre tua virtù divina. Donque piena de amor e di humiltate Exaudir vogli l’humil tuo suggetto, Ché si de’ haver de’ suoi sempre pietate. Fallo per quel benigno e sacro detto Che Gabriele ti porse dicendo: Ave, Chi te infiammò de spirto santo il petto; Fallo per quella notte humile e grave Che parturisti il re de tutto il mondo, Che ci portò qua giù del ciel la chiave. Fallo, Madonna, per quel dì iocondo Che de la sancta circoncisïone Havesti dil tuo figlio alto e proffondo. Fallo per quella consolatïone Che havesti a l’alma quando al tempio santo Lo ritrovasti in gran desputatione. Fallo per quel solenne iorno tanto, Che ‘l suscitò col spirto e fragil velo, Tornando in gaudio il mondo tutto quanto. Fallo per quel soave caldo e gel<l>o Che al cor ti nacque il dì de gloria adorno Che ‘l seculo lassando ascese al cielo. Fallo al men poi per quel felice giorno Che te trassero al ciel gli angei cantando, Del tuo figliolo alo immortal soggiorno. Ché se escho fora di stato miserando In cui mi trovo sempre, in ogni parte Cellebrerò tuo nome venerando; E con ogni saper, industria & arte Exorterò ciaschuno in prosa e in rima Dì e notte, in pace, in guerra, a seguitarte; Però che sola sei la causa prima D’ogni nostra salute e ben vinace, E che ci leva dal proffondo in cima; E se stato fin hor son pertinace A tua sacra deitate, hor ch’io me ‘nchino Non mi dei ricusar tua eterna pace. L’inmortal tuo figliolo unico e trino Intercedi per me, ché un sol tuo priego Mi po far de terreste alto e divino; Se d’ogni error pentito il capo piego Devresti pur, come benigna, aitarme Che a giusta gratia mai non si fa niego. Sento senza il tuo aiuto, aymè, mancharme, E convitar a la tartarea mensa; Né posso senza il tuo poter salvarme. Se ogni gratia per te fosse dispensa, E se adempi ogni iusto e bon disio, Me aricomando a tua virtute immensa; E al tuo figliolo, mio Signor, & Dio. |
Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License |