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Carlo Michelstaedter
Poesie

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  • Sibila il legno nel camino antico
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Sibila il legno nel camino antico

e par che tristi rimembranze chiami

mentre filtra sottil pei suoi forami

vena di fumo.

 

O caminetto antico quanto è triste

che nella nera bocca tua rimanga

la legna che non arde e par che pianga

di desiderio,

 

ma dal profondo della sua poltrona

socchiusi gli occhi, il biondo capo chino

stese le mani al fuoco del camino

Nadia ride.

 

 


 

I

 

Cade la pioggia triste senza posa

a stilla a stilla

e si dissolve. Trema

la luce d'ogni cosa. Ed ogni cosa

sembra che debba

nell'ombra densa dileguare e quasi

nebbia bianchiccia perdersi e morire

mentre filtri voluttuosamente

oltre i diafani fili di pioggia

come lame d'acciaio vibranti.

 

Così l'anima mia si discolora

e si dissolve indefinitamente

che fra le tenui spire l'universo

volle abbracciare.

 

Ahi! che svanita come nebbia bianca

nell'ombra folta della notte eterna

è la natura e l'anima smarrita

palpita e soffre orribilmente sola

sola e cerca l'oblio.

 

 

II

 

«Guardi dove cammina! o 'che 'gli è cieco?».

M'erutta in faccia con fetor di vino

un popolano dondolando l'anca.

In vasta curva costeggiando il fiume

tremola ancor la luce dei fanali

e l'Arno scorre sonnacchioso e grigio,

l'acque melmose.

Spicca dei colli ancor la massa oscura

e San Miniato avvolto nella nebbia

ombra nell'ombra, -

fiaccola rossa dai camini neri

batte nell'aria, e l'alito affannoso

ferve di vita.

E risponde dall'anima mia triste

un'ansiosa brama di vittoria

ed un bisogno amaro di carezze:

forza incosciente - fiaccola fumosa.

 

III

 

O vita, o vita ancor mi tieni, indarno

l'anima si divincola, ed indarno

cerca di penetrar il tuo mistero

cerca abbracciare in un amplesso immenso

ogni tuo aspetto. -

Amore e morte, l'universo e '1 nulla

necessità crudele della vita

tu mi rifiuti.

Febbraio 1907

 

 

 





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