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Carlo Michelstaedter
Poesie

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  • Senti Iolanda come è triste il sole
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Senti Iolanda come è triste il sole

e come stride l'alito del vento -

passa radendo i vertici fioriti

un nembo irresistibile.

 

Senti, è sinistro il grido degli uccelli

vedi che oscura è l'aria

ed è fuliggine

nel raggio d'ogni luce e dal profondo

sembra levarsi tutto quanto è triste

e doloroso nel passato e tutte

le forze brute in fremito ribelle

contaminarsi irreparabilmente.

 

Scompose il nembo irreparabilmente

il tuo sorriso,

Iolanda, e mi percorse

con ignoto terrore il core altero. -

Che è questo che s'attarda insidioso

nel nostro sguardo allor che senza fine

immoto intenso dalle nere ciglia

arde di vicendevole calore?

Perché di fosca fiamma la pupilla

s'accende nel languore disperato?

Perché non ride amore

come rideva amico nelle tenui

sere di maggio?

È più forte, più forte

questa torbida fiamma di desio

e mentre tutto intorno a me precipita

mentre crolla nel vortice funesto

ogni affetto, ogni fede, ogni speranza

sbatte le rosse lingue e s'attorciglia

inestinguibile.

 

E più, e più, e più nel cielo tumido

arde l'ansia selvaggia e dolorosa

purché io sugga dai tuoi occhi il fascino

purché io senta le tue mani fremere

purché io colga alla tua bocca fervida

la voluttà infinita del tuo bacio

Ïolanda, e l'ebbrezza infinita. -

 

Giugno 1907

 

 

 





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