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Saverio Bettinelli
Lettere Virgiliane Lettere Inglesi e Mia Vita Letteraria

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  • MIA VITA LETTERARIA A RISPARMIO DI FATICA PER CHI VOLESSE SCRIVERNE GIACCHÉ ANCOR DE' MEDIOCRI AUTORI SI VUOL DAR CONTO AL PUBLICO
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MIA VITA LETTERARIA A RISPARMIO DI FATICA PER CHI VOLESSE SCRIVERNE GIACCHÉ ANCOR DE' MEDIOCRI AUTORI SI VUOL DAR CONTO AL PUBLICO

 

Nacqui a' 18 luglio 1718 d'egregj genitori in Mantova, ove fui alle scuole de' Gesuiti fanciullo per mia fortuna sino al 1731 ché passai al lor Collegio di S. Luigi in Bologna l'ottobre; e rimasi cinque anni sotto la disciplina d'ottimi maestri sino a compir la filosofia. Recitai nel teatro in due tragedie del P. Poggi, onde presi coraggio a far versi, e molto più al vedere il plauso di quelle del P. Granelli ivi pur recitate. Ivi imparai la lingua francese. L'ottobre del 1736 andai al Noviziato de' Gesuiti in Novellara dopo un giro fatto per divertimento a Venezia, Padova etc., onde l'epoca del Lazarini in Arquà pel Petrarca ricordata nell'Elogio.

Dopo due anni passai a Piacenza, ov'era lo studio di Rettorica pei giovani Gesuiti, e all'ottobre del 1739 fui destinato maestro a Brescia, e vi stetti cinque anni con molti Gesuiti dotti, e di buon gusto avendo vedute le reliquie del seicento a Piacenza in alcuni vecchi sino allora. In tal tempo composi per varie Accademie scolastiche secondo l'uso, e feci il Mondo della Luna, stampato dipoi. V'ebbi collega l'amico Roberti per due anni, e vissi co' Duranti, Mazzucchelli, Capelli, ed altri Letterati da quel tempo. Vedi le mie Prefazioni etc.

Andai a Bologna nel 1744 l'ottobre a studiarvi teologia, e fui Ripetitore nel Collegio di San Luigi coltivando sempre la poesia con que' letterati illustri, oltre i Gesuiti. Vi diedi il Gionata per amor d'un fratello ivi educato, che fece il Protagonista. Composi lo Sciolto al Fabri, ed altre poesie stampate qua e , e un discorso per la Professione d'un Gesuita. Nel 1747 andai a Mantova l'autunno a dirvi la mia prima messa, tornai a Bologna a finir la Teologia coll'esame de' 4 anni di quello studio. L'ottobre del 48 fui destinato Professore di Poetica in Rettorica a Venezia, ove recitai Panegirici, diedi Accademie Scolastiche, e il Parnaso Viniziano stampato di poi, come per gli Sciolti al Doge, all'Algarotti, al Cornaro, al Tiepolo, a' PP. Pellegrini, e Granelli secondo varie occasioni. Una di queste fu la destinazione alla scuola di Bagnacavallo dopo il primo anno, ove composi lo Sciolto al Cornaro, e un capitolo poi stampato, come l'altro al P. Granelli già composto in Bologna.

Fui presto richiamato a Venezia pel anno di scuola, alfine passai a Busseto l'ottobre del 1750 pel solito Noviziato. Ma nella primavera dovetti far il Panegirico di S. Anselmo nella patria, essendo cieco il Quaresimalista P. Alberganti, e lo stampai dippoi colla dedica di mio fratello al Card. Valenti. Lo vidi poi ristampato a Venezia. Il Poemetto primo delle Raccolte.

1751 ottobre a Parma Accademico nel Collegio de' Nobili, e maestro di storia, per cui diedi poi fuori il Risorgimento d'Italia. Allor diedi quasi compiuto [queste due ultime parole sono cancellate a penna] il Poemetto delle Raccolte alle stampe di Venezia, che l'anno seguente uscì a Milano compiuto e a spese di Monsignor Borromeo. Come Accademico direttore del Teatro feci recitare il Demetrio, il Serse e la Roma Salvata tradotta da me, alle quali poi stampandole col Gionata premisi il discorso sul teatro italiano, che avea scritto pel Sig.r Infante don Filippo cui pure come all'Infanta Mad.a Isabella dava brevi compendj manoscritti in francese delle mie tragedie al venir che faceano ad udirle.

Scrissi pure lo Sciolto al Grimaldi, altro prima al Conte Fracastoro mio compagno in una gita a Genova del 1753, quello a Mantova del 1754, per le nozze Castiglioni-Cristiani richiesto dall'Ab. Salandri per la sua Raccolta. Nel giugno di quest'anno andai a Roma, e a Napoli co' due Conti di Styrum-Limbourg. Da Roma presi a compagno per Napoli l'Ab. Benaglio (Bibliotecario del Cardinal Colonna) da me conosciuto in Venezia. A lui scrissi poi lo Sciolto sopra Napoli, e composi l'altro sopra la Villa del Card. Valenti tornato che fui a Parma, donde poi mandai a Roma la Cantata per l'Imperadore richiestami da' Superiori.

1755. Fui a Milano per cagion di salute nel marzo, ove diedi dodici Sciolti a stampare. Nel maggio poi partii per la Franconia a richiesta del Principe di Hohenlohe-Scillingsfürst per l'educazione de' figli Cugini dei Conti di Styrum soprannomati: conchiusi con S. A. esser meglio educati in Collegio a Parma, e mentre allestivansi girai per l'Impero sino ai confini d'Olanda, e venni a Strasburgo, e a Luneville, ove per mezzo del P. de Menoux Superiore delle Missioni fondate dal Re Stanislao, ebbi grazie dal Re Stanislao la prima volta. Tornato alla Corte d'Hohenlohe trovai i due principini all'ordine, entro pochi giorni partii verso l'Italia giugnendo a Parma ai primi di novembre.

Li ritenne il Collegio sino al fine del 1756, ma il più giovane men robusto e malaticcio fu mandato a prendere dal padre al fin dell'anno. L'altro seguì gli studj sino all'autunno quando Mad.a Infanta partendo per Parigi mi comandò d'andarvi col Principino d'Hohenlohe avendone il consenso del genitore. Così fu fatto, e giunsi a Parigi per le Feste di Natale entrando nel Collegio di Luigi il Grande, ove i Gesuiti educavano i figli de' primi Signori del regno, e di fuori oltre molt'altri sino a 300, e 400 ancora.

Stando colà ebbi le Lettere di Virgilio cogli Sciolti stampati a Venezia, già scritte, e mandate per viaggio al Sig.r Andrea Cornaro chieditore di quelle per la sua Edizione in degli Sciolti di Frugoni, Algarotti, e Bettinelli. Poco dopo ricevetti la critica del Conte Gasparo Gozzi di queste Lettere, il quale assisteva ad una magnifica stampa di Dante nella Stamperia Zatta in più tomi. Furono poi a Parigi quelle stampate in francese tradotte da un Gesuita, e ne fecero estratti i Giornalisti di Trevoux. Su quelle, e Gozzi e Algarotti scrissero: vedi le Lettere Inglesi stampate di poi.

Conosciutavi una giovane amante della lingua italiana le diedi a tradurre il Congresso di Citera d'Algarotti, e vi fu stampato.

Da Parigi feci viaggi frequenti a Versailles col Principino già da me presentato al Re, e alla famiglia reale col favore di Mad.a Infanta. Feci una corsa a Havre de Grace per sollievo di sanità, ed altri simili. Ma al fine del 1758 risolsi di cercar cielo più favorevole alla salute lasciando in mani sicure il Principino. Andai a Luneville a prender gli ordini del Re Stanislao, che mi avea invitato nell'occasione delle annuali sue visite alla figlia Regina a Versailles. Quivi ebbi (in Luneville) la commissione del Re per Voltaire, come dico al principio delle Lettere sugli Epigrammi, e andai a visitarlo a Lione.

Dopo questa corsa a Ginevra tornai a Lione, e quindi passai a Marsiglia per trovarvi inverno più mite, come ottenni, facendo un breve giro sino a Nimes per visitare M.r Segnier da me trattato a Verona in casa del Marchese Scipione Maffei, poi correndo a Mompellier, ed altrove per poco tempo. A Marsiglia stando meglio scrissi varie cose rivedendo alcuni miei scritti, che poi sparsi nell'opere mie.

Nel marzo del 59 venne Monsig.r Archinto, (che avea portata la berretta al Card. De Bernis) con cui andai ad Antibo, e m'imbarcai seco per Genova già ben risanato. Quivi feci la Canzone delle Casazze per la settimana Santa, come prima altri versi per altre occasioni, e tornai a Parma, ove il mio posto in Collegio per ordine dell'Infante mi era serbato. Ma scusatomi con S.A.R. perché l'impiego era troppo gravoso ne ottenni il congedo, passai destinato da' miei Superiori a Padova per farvi dei corsi in Chiesa, onde poi nell'autunno fui destinato a Verona. Qui ebbi l'impiego fisso di Lezionante, e nel 1760 recitai in Chiesa le Lezioni Scritturali stampate poi nel primo tomo aggiuntevi le Prefazioni, e le Note. Qui recitai le Prefazioni (delle quali mi servii poi per la Prosa stampata su la Poesia Scritturale, Tom. 8, pag. 217) su la Poesia Scritturale in occasione delle Accademie solenni de' Gesuiti per la Festa d'ogni anno della Concezione, vi stampai un libro di Canzonette de' miei amici a prò della scuola nel 1762, e nel seguente mandai all'illustre Bianconi (Vedi Gazette de Cologne) in Dresda quello scherzo su l'abolizione de' Gesuiti, ch'egli fece stampare nella forma stessa della Gazetta di Colonia, ciò fu per calmare le persecuzioni contro la Compagnia, cui fingeva abolita, come poi verificossi pur troppo nel 1773 dieci anni dopo.

Ricaduto in mala salute per la fatica delle Lezioni accettai gli Esercizj in Avesa, suburbano a ciò destinato dai Gesuiti, fatica leggera per dar solo due meditazioni al giorno, e vita poi tranquilla in ottima situazione, onde potei seguir mio genio componendo quivi l'Entusiasmo, il Risorgimento d'Italia, ed allestendo i Poemetti in rima per compiacere un librajo di Padova, ed alcuni amici, e colà si stamparono la prima volta colla prima Prefazione. Quel del Giuoco delle Carte non poté stamparsi per gelosia del Ridotto di Venezia, e rivolgendo a Genova ciò che prima dicea di Venezia stampossi a Genova per le nozze del Marchese Raggi. Stamparonsi pure a Venezia nel 1767 le Lettere Inglesi per una finta nuova Edizione degli Sciolti bramate dal Sig.r Cornaro come quelle di Virgilio. Fecero del rumore in Verona credendosi alcuni sferzati in quelle.

Alfine in quell'anno 1767 la Repubblica fece chiudere le case de' Gesuiti ne' suoi Stati, onde libero dall'impiego andai a Milano, ove lasciai il manoscritto dell'Entusiasmo al S.r Conte Pietro Verri per revisione amichevole, indi a Genova, e finalmente a Modena per richiesta del P. Granelli Rettore di quel Collegio, ove ebbi i lievi impieghi della Congregazione de' Cavalieri, e della Prefettura delle Scuole dipoi.

Nel 1769 ebbi l'Entusiasmo stampato a Milano senza esserne consultato, onde poi lo rifeci nell'Edizione dell'opere.

Nel 1771 stampai le tragedie a Bassano con dedica all'Arciduchessa, che le avea lette manoscritte per mezzo della Principessa sua Madre, e della Zia Elisabetta, che mi favorivano. Recitai nell'Accademia di Corte l'Orazione sulla nascita di Gesù Cristo, e la Canzone Dio e Uomo, e in altre Accademie del Collegio de' Nobili (colà pur recitai l'Orazione modenese. Recitai nel 1771 le due Esortazioni domestiche le quali poi recitai ne' Collegi di Milano, e di Genova in un nuovo giro colà fatto) le quartine in morte del P. Granelli di cui poscia seguii le Lezioni con un tomo, e diedi l'Elogio di lui nel 13°; e una Lettera davanti al 16° tutto suo, e avrei seguito, se non veniva l'Abolizione del 1773, nel quale avea coperta la Catedra d'Eloquenza nell'Università. Abbandonai questa, e quelle con Modena nel settembre per tornar in patria onorato del titolo di Segretario di Belle Lettere del Sig.r Duca.

Procurai nell'ozio domestico di servire all'Accademia di Mantova come membro di lei, e stampai due Discorsi detti in publico e davanti l'Arciduca, Arciduchessa e Corte nel Teatro Scientifico, su le Arti e le Lettere Mantovane corredandole con molte note (Nota. Bisognose di revisione, se avrò tempo, essendo il primo autore di Storia Letteraria di Mantova, ed essendo succedute meditazioni di cose, e libri su quell'argomento. In ogni caso potranno aversi dal Sig.r Avvocato Camillo Volta colle correzioni più necessarie, delle quali fu da me pregato).

Poi nell'apertura solenne recitai lo Sciolto, che poi publicai a Cremona colle stampe essendovi andato per rimettermi in salute. Da Cremona passai a Milano per la stessa ragione, e su 'l Lago di Como, e infine a Genova nel 1775 in autunno, e mi vi fermai sino all'autunno del 1777 dando il primo anno alle stampe lo Sciolto per le nozze Durazzo-Valenti, stampato poi nell'Anno Poetico in Venezia, e il un Genetliaco per quelle di Serra-Grimaldi. Questi non posi tra l'opere perché propri di Genova, come neppur que' due discorsi Accademici perché propri di Mantova.

Rimesso in forze intrapresi la stampa per compiacer mio fratello dell'Opere mie nel 1780 dando il primo tomo, e seguitamente fino all'ottavo, che nacque dalle Lezioni d'Eloquenza dettate nell'Università di Modena. Nel primo tomo aggiunsi le Note. Nel un'Analisi del bravo nipote Matteo Borsa. Il fu di molto accresciuto (dopo la stampa fattane dal Remondini in Bassano nel 1775) non meno che il . Nel aggiunsi agli altri Poemetti quello del Giuoco stampato già in Genova e tralasciato nell'Edizione prima di Padova. Nel le Tragedie senza però la Roma Salvata tradotta [«di Voltaire» è cancellato a penna] (che poi stampossi colle Tragedie, le Cantate, e i Dialoghi sul teatro dal Remondini in Bassano del 1788), perché l'autore l'avea cambiata, e vi posi la Cantata pel Collegio Germanico di Roma, ov'era l'Imperadore. Nel stampai cogli altri Sciolti quel sopra l'apertura dell'Accademia stampato in Cremona, e l'altro sopra i Letterati infelici, allusivo ai Gesuiti. L'ottavo fu tutto di cose inedite, come pur varie prefazioni di tutti gli altri, e molti de' Sonetti, Canzoni, Capitoli, etc. in quelli inseriti. L'anno 1780 stampai nel tomo 19 del Giornale di Modena una Lettera al Sig.r Ab. Lampillas sopra la Letteratura Spagnola e Italiana e su ciò aveane publicata un'altra per mezzo della Gazzetta di Genova (vedi il Giornale di Modena).

Dopo aver finita questa Edizione non feci che opere di poco studio fuorché l'Elogio del Petrarca stampato prima in Bassano col Risorgimento d'Italia, poi meglio, a Mantova dedicandolo nel 1787 al Conte Trissino come Principe dell'Accademia di Vicenza (a cui fui ascritto, siccome in molte altre di Napoli, di Padova, etc. etc.) e suo amico con altri Vicentini.

Pensai a qualche operetta per istruir le donne divertendole, perché molte cercavano libri siffatti italiani. Perciò avea stampati a Guastalla nel 1785 tre tometti di Lettere ad un'Amica qual romanzetto. Così altre Lettere su i Fiori e i Cagnolini per le nozze Schinchinelli-Borromeo presso il Marini a Cremona, poi le Lettere a Lesbia su gli Epigrammi in Bergamo del 1788, ristampate a Bassano nel 1792 con giunte. (Dissertazioni su La Poesia Scritturale nell'88, e 90 recitate nell'Accademia). Di questi Epigrammi, e Lettere avea dato saggi nel Giornale di Modena. Infine le Lettere su le Bell'Arti stampate a Venezia nel 1793 in per casa Barbarigo a S. Polo in occasione di nozze, Editore il Sig.r Ab. Francesconi maestro dello sposo. Per lo stesso fine composi i Dialoghi d'Amore, parte stampati qua e divisamente, ed anche a Vienna nel Giornale del Marchese Valenti, ch'ebbe breve vita, per cui mandai estratti, oltre a quelli, che restarono in mano del Giornalista non istampati [qui una lunga nota circa gli «estratti» pubblicati, con l'indicazione dei giornali relativi]. Rimangono pure in sua mano altre Lettere, e dialoghi manoscritti e inediti sinora (al principio del 93) fatti per le colte donne. Una prosa diedi alla Raccolta Sanvitali-Gonzaga intitolata delle virtù e dominio delle donne. Dodici Epigrammi per le nozze Cacciapiatti di Novara stampati da Bodoni. Nel Giornal di Modena una Lettera sulle Tragedie del Conte Alfieri indirizzata al Sig.r Canonico de Giovanni Casalasco. Un'altra Lettera ch'è nelle Opere dell'Ab. Roberti stampate a Bassano sopra la tragedia di quello l'Adonia. Un'altra in francese su l'Opere di Berruyer che voleano ristampare in Francia corrette, la quale è stampata nell'Esprit des Journaux. Uno Sciolto stampai a Firenze, e a Vienna, sul libro intitolato Governo della Toscana, di cui fu autore l'Imperadore Leopoldo II almen quanto alla sostanza. Un libretto di sonetti parte de' quali posti già nel Giornal di Modena (tomo 43), parte stampati in Mantova, dietro a' quali molt'altri andai stampando e sparsi manoscritti. Dodici su le cose di Francia in Trento, altri dodici su le vicende de' Gesuiti ivi nel 94 parte già ristampati.

Qualche estratto ne' primi Giornali di Mantova del 93. Vedili tra le cose mandate a Venezia. Un'Ode inglese di Miss Knight messa in prosa dal nipote Borsa e tradotta da me in versi stampata in Roma nel 94 dal S.r Cavalier Ruspoli.

1796 uscirono da Roveredo i 24 Dialoghi d'Amore assistendovi l'egregio amico Cav. Rosmini autor delle vite eccellenti d'Ovidio e di Seneca. Composi prima il complimento pel passaggio dell'Elettrice di Baviera co' genitori Arciduchi e lo recitai nell'Accademia, benché scritto fosse in fretta per comando e a nome di lei.

Altri Epigrammi colla dedica per le nozze Strozzi-Pallavicini in Mantova richiesti dallo stampatore.

Primo giugno 96 — fuggii dall'assedio imminente di Mantova a Ostiglia e al fin del mese a Verona trattovi dalla gentilezza della casa Giuliari.

Qui nel 96 e 97 scrissi molti sonetti e un Canto pel Poemetto La Monaca, e un Poemetto in rima anch'esso al Cav.r Pindemonte sopra un suo Epitalamio, un altro la Morte della Republica Veneta, e il terzo l'Europa punita, ossia il secolo XVIII, e feci il 12° canto tornando a Mantova nell'ottobre del 1798.

Qui per iscommessa feci tre Canti intitolati Buonaparte in Italia volendo mostrare, che si potea far meglio di Gianni autore di 5 canti danteschi dello stesso titolo stampati in Milano. Ciò fu di capriccio vero, e non di lode spontanea e sincera, ma contro coscienza.

Nota alla Mia vita letteraria.

Plerique suam ipsius vitam narrare fiduciam potius morum, quam arrogantiam arbitrati sunt. Tacitus, in Vita Agricolae.

Qui talento praeditus ad scribendos libros communi bono utiles, eos conscribent, si ad aedificationem fore videbuntur in publicum prodeant. Costituzioni di S. Ignazio, parte , cap. 4, par. II.

Questo compendio della mia vita dee rivedersi essendo fatto in fretta, e può ridursi più strettamente e conforme a varj passi delle mie opere. Ma non merita di più. Ma ben pensando ho risoluto di non darla alle stampe riconosciuta inutile affatto perché le cose di qualche curiosità sono tutte nelle mie opere, e il resto non interessa alcuno.

 

 



 The court of common pleas: corte delle liti comuni, o sia de' privati, ch'è a Westminster Hall con altri tribunali.




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