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Scena XV
Autonoe in abito di Principessa,
Ercole, Achille
AUTONOE
Nobili Eroi!
ERCOLE
Che miro!
ACHILLE
Oh Ciel che veggio!
AUTONOE
E chi di voi forme d'Orfeo m’adita'
ACHILLE
Da un'alma ingelosita
Che vai cercando, o tu, ch’a
gl’occhi mei
Di bella Egizia errante,
In vaga Citerea cangiata sei?
AUTONOE
Autonoe io son, la figlia
Del Re Tebano. Al Trace ingelosito
Svelar mi voglio e i casi miei narrando
Placar desio l'ingiusto suo furore.
ACHILLE
Per qual nobile fiamma arde il mio core!
ERCOLE
Con Esculapio unito
Colui che cerchi uscì poc'anzi, irato.
Da questi alberghi, e d'aspre furie armato,
Lasciò partendo impresse
Orme di Loco in questo Regio suolo.
AUTONOE
Chi segue Amor sta sempre in pianto e in duolo.
ERCOLE
Prencipessa sovrana,
Rasserena il bel ciglio: un giorno ancora
Vedrò su'l tuo bel viso
Amor dar tomba al pianto e culla al riso.
AUTONOE
E come, s'Aristeo,
Con la fè rinegando anco l'affetto,
Non conoscermi finge, e quasi io fossi
Medusa a gl'occhi suoi, fugge 'l mio aspetto.
ACHILLE
Diasi morte al fellon.
AUTONOE
No, Achille!
ACHILLE
E vuoi
Soffrir pietosa i tradimenti suoi?
AUTONOE
Sin che vive, questo core
Amerà chi lo tradì.
S'io son fatta amante,
S'io peno costante,
Che far può quest'alma, se Amor vuol così?
Sin che vive, [questo core
Amerà chi lo tradì].
Sol di notte il freddo gelo
Spegnerà l'ardor ch'ho in sen.
Si dolce è la fiamma,
Ch'il petto mi infiamma,
Che struggermi io godo per chi mi ferì.
Sin che vive, [questo core
Amerà chi lo tradì].
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