|
Scena IX
Chirone, Orillo
CHIRONE
Alcide! Achille! Achille!
Dove mai tratti v'avete,
O discepoli sfrenati?
Sempre d'arco e strali armati,
A le fere Più severe
Mover guerra voi vorrete?
Ove siete alteri figli?
Incontrar sempre perigli
Voi godete, a mille a mille.
Alcide! Achille! Achille!
ORILLO
Chirone, indarno esclami,
Ercole e Achille in vano or qui tu chiami
CHIRONE
E dove sono?
ORILLO
Incatenati.
CHIRONE
Ahimè!
ORILLO
Da le trecce dorate
Di scaltra e bella Egizia, in suo trofeo,
Quella seco li ha tratti,
A le mura d'Orfeo.
CHIRONE
Da feminil bellezza
Vinto Achille ed Alcide! Ah, non son questi
Dì Chirone ì precetti.
ORILLO
Deh, scusali, Signor. Son giovanetti.
CHIRONE
E gioventude un'esca,
Cha ogni piccol favilla
Del focile d'Amor tosto s'accende,
Fulmina L’alme una beltà che splende.
Ma qual sentiero, dimmi,
Calca il lor piede?
ORILLO
Il più vicin che vedi.
CHIRONE
Scortami tu.
ORILLO
Teco verrò, ma sappi
Ché ho sol due piante, e ch'hai tu quattro piedi
CHIRONE
Non vò che Tetide i me querelisi,
Né Alemena dolgasi
Ch'io troppo incauto
Trascuri assistere
A la custodia
De' figli amabili.
Non vò che labili
Né lacci inciampino
Del Dio Cupidine
Né ch'essi avampino
Di rea libidine.
ORILLO
T'inganni a fè, se credi,
Con le tue rigidezze,
Che i duo giovani scaltri
Non volgiano (e anco in breve)
Amar vaga beltà come fari gl'altri.
CHIRONE
Chi ama non gode
Un'ora di pace.
L'augello che rode
Prometeo nel core
Non è quanto Amore
Spietato e vorace.
Chi ama non gode
Un'ora di pace.
E folle che segue
L'Arciero bendato.
Alletta, ma inganna
Con falsi diletti,
E stilla ne' petti
Piacere fugace.
È folle chi segue
L'Arciere bendato.
|