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Aurelio Aureli
L’Orfeo

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  • ATTO I
    • Scena XX
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Scena XX
Aristeo

ARISTEO
Numi, Ciel, che portenti
Videro queste luci? Achille il forte
È quel giovane audace,
Ch'a me co'l ferro minacciò la morte?
Chi è colei che mi parlò
E veloce, qual baleno,
A' miei lumi s'involò? in quell'Egizio aspetto
Vidi Autonoe scolpita a mio dispetto.
Ma dove (oh Dio!) trascorri
Stupida, vaneggiando, alma infelice?
Torno a te co'l pensier, bella Euridice:
Benché sospiri, ahi lasso!
Per un'alma di gelo e un cor di sasso.
Son amante, ma sfortunato,
Di goder non ho speranza,
Son Anteo ne la sembianza:
Più che sorgo in sperar son più atterrato,
Son amante, ma sfortunato.
Servo e peno, ma senza frutto,
Amo un Idolo di sasso,
Stanco in van le luci, e'l passo,
Nel mirar, nel seguir chi m'ha piagato.
Son amante, ma sfortunato.




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