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Aurelio Aureli
L’Orfeo

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  • ATTO II
    • Scena V
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Scena V
Orillo, Chirone, Erinda

ORILLO
Signor con troppa fretta
Il tuo piede galoppa;
A , che se più lungo
Era il viaggio io ti saltavo in groppa.

ESCULAPIO [CHIRONE]
De i giovani sfrenati
Qui aviso avrò.

ORILLO
Richiedasi a costei.

ERINDA
Quanto vago rassembra
Quel gentil Pastorello a gl'occhi miei.
Quell'aspetto amoroso il cor m'ancide

ORILLO
Amica, avresti, a caso,
Qui d'intorno veduti Achille e Alcide?

ERINDA
A questi alberghi, appunto,
Son poc'anzi arrivati.

CHIRONE
Godo averli trovati.

ORILLO
Or concedi al tuo sdegno e tregua e pace.

ERINDA
Più che miro quel volto e più mi piace.

CHIRONE
Su queste soglie, irato,
A rintracciarli, il passo ormai rivolgo:
Ben saprò s'io gli colgo
Ammorzargli nel sen l ardor mal nato
S'un bel volto
Ha le catene,
S'ogni amante vive in pene,
Ben è stolto
Chi fra i lacci di beltà,
Perde al cor la libertà.
Rio tiranno
È'l cieco Amore.
Ch'impiagar gode ogni core:
Dolce inganno
De le luci è la beltà.
Mostra gioie e pene .




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