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Scena VI
Erinda, Orillo
ERINDA
Fermati, dove parti
Vago Pastor?
ORILLO
Che brami?
ERINDA
Sdegni forse ch'Erinda a sé chiami?
ORILLO
Che ascolto? Erinda è questa
D’Aristeo la Nutrice?
Ricca di gemme e d'oro
So ch'in Corre è costei.
Vò lusingarla, forse
Potria felicitar i giorni miei.
ERINDA
Che mormori fra te? dillo, o vezzoso.
ORILLO
Fra quelle rughe incolte
Bellezze Estinte ammiro, in te sepolte.
ERINDA
Sebben passati ho gl'anni
De la mia verde età
Non provo al core affanni.
Chi bella fu non perde mai beltà.
Giovanetta acquistai, canuta io dono,
Già cento amai, d'un solo or paga io sono.
ORILLO
Io t'amerei, ma...
ERINDA
Che?
ORILLO
Povero d’oro son, ricco di fè.
ERINDA
Questa mi basta: prendi
Questo de l'amor mio piccolo segno.
ORILLO
Amica, io resto avvinto
Da la tua cortesia:
Con questo anello formi
Amorosa catena a l'alma mia
ERINDA
M'è la sembianza tua molto gradita
Amami.
ORILLO
Il cor ti dono...
(A parte)
O rimbambita!
Ma scusami s'io parto,
Devo altrove condurmi.
ERINDA
Quando a me tornerai?
ORILLO
Presto mio foco
ERINDA, ORILLO
mio bene
Addio
mia gioia.
ORILLO
A tè va ben' il gioco.
(Accenna Orillo la gioia avuta in dono
da la Vecchia, e parte beffeggiandola. )
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