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Aurelio Aureli
L’Orfeo

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  • ATTO III
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Scena XV
Euridice, Orfeo

EURIDICE
Numi che veggio! o caro sposo, o caro!
Nel rimirar quell'adorato viso.
Questo Tartareo albergo
Per me si cangia in fortunato Eliso

ORFEO
Euridice.

EURIDICE
Alma mia.

ORFEO
Dove, o cara, tu sei?

EURIDICE
Del tuo piè seguo l’orme.

ORFEO
Oh Dio! ti sento,
Né ti posso mirar, Ahi che tormento!

EURIDICE
Non ti volger caro ben
Sin ch'il piè non ti conduce,
Dove il Ciel, con aurea luce,
Spira a' vivi aure serene.
Non ti volger [caro bene].

ORFEO
Troppo fiero è il mio martire,
Langue il cor nel non vederti,
Io vorrei pur compiacerti,
Ma mi sento, oh Dio, morire.
Troppo fiero [è il mio martire].

EURIDICE
Lungi da Flegetonte,
Affretta i passi in arrivar lassù.

ORFEO
Mio ben non posso più...

(Qui Orfeo si volge a mirar Euridice, e nel medesimo punto escono da più
parti alquante Furie, quali, incatenando Euridice, la riconducono all'Inferno.)

EURIDICE
Ah crudel che facesti?
Orfeo, tu mi perdesti.

(È ricondotta da le Furie in Averno. )




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