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Gaetano Gasbarri
L'equivoco stravagante

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SCENA TERZA
Buralicchio.

BURALICCHIO
Occhietti miei vezzosi
Che state a lampeggiar
Lasciate ch'io riposi
Lo spesso scintillar.
Perché da quel fulgore,
Che avvampa, accende e scotta
Può nascere una botta
Al sesso assai fatal.
Si accende la bellina,
Si scalda ancor la brutta.
Questa un sospiro erutta,
Quella di trabocca;
Chi stringesi la bocca,
Il naso chi si tura,
Perché per sua natura
Il foco è assai bestial.
Calmate, eterni Dei,
Un simil magnetismo,
O in tanto fanatismo
Porgete ai voti miei
La flemma che vorrei
Per tutte contentar.
Ch'io sia bello convengono
Tutti i scrittori greci, e ormai la fama
Vola da Trabisonda a Casalicchio
Della rara beltà di Buralicchio.
Se la sposa mi regge al primo lampo
La vita è assicurata; in caso opposto
Per non veder penarla
Vedovo resterò prima di sposarla.




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