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SCENA SETTIMA
Gamberotto, che introduce Buralicchio ed
Ermanno, e detta.
GAMBEROTTO
Ti presento a un tempo istesso
Due mortali, o prole onusta;
Apri un po' la bocca angusta
Allo sposo e al precettor.
ERNESTINA
(osservando Ermanno)
Nuovo Plato io già ravviso
In quel volto oltramontano
(a Buralicchio)
E Imeneo col cerco in mano
Veggo in te mio dolce amor.
ERMANNO
(a Ernestina)
Presso a voi di sasso resta
Sbalordito un professor!
BURALICCHIO
(piano a Gamberotto)
(Resto oimè di carta pesta),
Di parlar non ho valor!)
GAMBEROTTO
(Di' con me, che dici bene.)
(Insinuandogli sottovoce il complimento).
Non ha il prato tante rape...
BURALICCHIO
Come rape? non ci rape...
GAMBEROTTO
Non ha l'orto tante zucche...
BURALICCHIO
Non vi son tante parrucche...
GAMBEROTTO
Non ha il campo tante fave...
ERNESTINA
Oh che frasi belle e brave!
ERMANNO
(Quasi quasi io riderei.)
GAMBEROTTO e BURALICCHIO
Quanti son gli ossequi miei
Che ossequioso ossequio a te.
ERMANNO
(Nel mirar quel volto oh Dei,
Palpitando io resto oimè!)
ERNESTINA
(pavoneggiandosi)
(Gli han colpiti i vezzi miei
Qual trionfo, o ciel, per me!)
ERNESTINA
Via su depongasi - L'alta etichetta.
Presto mi dicano - Così alla schietta
Che cosa ammirano - Di grande in me?
ERMANNO
Quell'occhio tenero.
BURALICCHIO
Quel ciglio morbido.
GAMBEROTTO
Quel volto argenteo - Come ha papà.
ERNESTINA
Ed io che economa - Non fui giammai
Saprovvi rendere - Contesti assai.
Contesti o contenti ?
(Ad Ermanno)
Tu avrai il mio spirito
(A Buralicchio)
Tu la materia
Che contentissimi
Vi renderà.
GAMBEROTTO, ERMANNO e
BURALICCHIO
Che profondissima - Profondità!
ERNESTINA
Io sarò il fiore - L'api sarete.
ERMANNO
Al vago odore - Ci aggireremo.
BURALICCHIO
Vi succhieremo - Come che va.
ERNESTINA, GAMBEROTTO, ERMANNO
e BURALICCHIO
Per la gioia in me destando
Gran tumulto in me si va.
Sento il cor che va balzando
Per la troppa ilarità.
Agitata/to dal timore
Più non sono in tal momento
Sol le voci del contento
In me sento a rimbombar.
(Gamberotto parte).
ERNESTINA
Le macchine corporee
In linea curva adattino
Su due comodità.
BURALICCHIO
Come?
ERNESTINA
Due sedie
Secondo il basso volgo.
(Seggono).
Aspettan questi
Albori lavorati
Da voi l'onore di essere ammaccati.
BURALICCHIO
Bella lingua!
ERNESTINA
I miei voti
Son contenti una volta: i vacillanti
Passi che di Sofia
Sull'imbattuta via guidar volevo
Trovo alfin chi dirige, e l'incertezza
Ormai non mi scombussola
Trovando un uom che regola la bussola.
BURALICCHIO
Oh sì, lo troverete, cara mia.
ERNESTINA
Tacete, o uom senza filosofia.
ERMANNO
Questo alpestre sentiero
Non farò che spianar, se a quel ch'io scorgo
Il varco è a lei già aperto,
Che alla vetta conduce un uom di merto.
ERNESTINA
Della vaga Eloisa, il di cui nome
Celebre è tanto nella storia gallica...
BURALICCHIO
(Qui si pa rla di gallico!)
ERNESTINA
Io seguirò l'esempio
Sebben con passo tardo.
ERMANNO
Ed io seguirò quel d'Abelardo.
ERNESTINA
E qual malva salubre...
BURALICCHIO
(Anche la malva?
Che pasticcio è mai questo?)
ERNESTINA
I dogmi vostri
M'inaffieranno in guisa tal lo spinto
Che degna allor sarò d'alloro e mirto.
ERMANNO
Oh cara! qual portento!
(Baciandole la mano con ardore).
Oddio! non reggo più. (Trattienti o core.)
ERNESTINA
(baciando la mano ad Ermanno)
Degna sarò d'un tanto precettore.
BURALICCHIO
A che gioco si gioca, il mio signore?
Mi par, per quanto io sento,
Che già sorta dal suo dipartimento.
Egli vendemmia, ed io
Qui raccolgo i granelli.
ERNESTINA
Io feci il patto
Di darvi la metà della mia macchina.
BURALICCHIO
Che metà? Gamberotto mi promise
Che mi ti dava tutta.
ERNESTINA
Alma venale!
Non ti dissi che all'uno
Lo spirito concedeva,
E all'altro la materia?
BURALICCHIO
La materia
Mi par che goda lui, e non già io,
Che son digiuno del maestro a fronte.
D'aria non vivo qual camaleonte.
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