|
SCENA DECIMA
Ernestina ed Ermanno.
ERNESTINA
Che ne dite, maestro un sì gran torto
Può Ernestina soffrir? Crudele! io l'amo...
ERMANNO
L'amate?
ERNESTINA
Almen lo credo.
Subito che dev'essere il mio sposo,
Vuol l'etichetta ch'io l'adori almeno
Per mezza settimana;
Questo almeno è il buon tuon che è in uso adesso.
ERMANNO
Di darvi una lezion mi sia concesso.
E potreste felice,
Scorsa la settimana,
Viver con un che non v'ha tocco il core?
ERNESTINA
E perché no, garbato precettore?
In Sparta era proscritto
Un affetto eccedente un giorno intero:
Abolì il gran Licurgo di Strasburgo,
Che nacque in Brandeburgo O Pietroburgo,
Questa molle passione, e concentrando
Tutti gli amori in quelli della patria
Volle a lei sol soggetti
Di madri, spose e figlie i vari affetti.
ERMANNO
(Quali massime, oh Dei!) ed il cor vostro
Con il labbro si accorda? Ed il bisogno
Ei non sente d'amar?
ERNESTINA
Per dirvi il vero
Sento qualche bisogno ancora io,
Ma sottopor conviene il genio mio.
ERMANNO
Come a dir?
ERNESTINA
L'interesse
Dettò a mio padre un simil matrimonio.
ERMANNO
E voi per l'interesse
Non badate se possa questo sposo
Rendervi o no contenta?
ERNESTINA
Il vostro, o caro
Ragionamento è scaltro;
Ma a farmi tal potrei trovar un altro?
ERMANNO
Sì trovar potete un altro
Di quel cor più degno assai,
Che vicino a quei bei rai
Sol d'amor sospirerà.
ERNESTINA
Se una speme così cara
Voi destate nel mio seno,
Per pietà mi dite almeno
Questo oggetto chi sarà.
ERMANNO
(con foco) Nominarlo, oddio! non lice.
Troppo ei nacque oimè! infelice.
ERNESTINA
(fissandolo)
Infelice non è mai
Chi interesse può inspirar.
ERNESTINA ed ERMANNO
(Ah! quegl'occhi han detto assai
Per poterne dubitar.)
ERNESTINA
Seguite...
ERMANNO
Ah, no, non posso
ERNESTINA
Vada il ritegno in bando.
Lo prego, lo comando,
(con tenerezza)
Parlate per pietà.
ERMANNO
(inginocchiandosi)
Quell'infelice io sono
Che chiede a voi perdono
Di sua temerità.
ERNESTINA
Chi? tu?...
ERMANNO
Son io
ERNESTINA
Che sento!
ERMANNO
Potrei
ERNESTINA
Che ardire!
ERMANNO
Oh Dei!
ERNESTINA
(con passione)
Fuggi dagl'occhi miei
Fuggi per carità.
ERNESTINA ed ERMANNO
(Oddio! di nuovo palpito
Qual moto è questo insolito!)
ERNESTINA
(Se non è questo amore
Che cosa mai sarà!)
ERMANNO
(Per te rinasca amore
La mia felicità.)
(Partono).
|