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Gaetano Gasbarri
L'equivoco stravagante

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA UNDICESIMA
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SCENA UNDICESIMA
Gamberotto, Buralicchio, indi Ernestina.

GAMBEROTTO
No, signor Buralicchio, il nostro germe
No, che non è capace d'intaccare
Di mia stirpe il decoro,
Che ebbe sindaci sette in concistoro.

BURALICCHIO
Ma le prove...

GAMBEROTTO
Quali prove?

BURALICCHIO
Ho qui disposta
Ragionata querela.

GAMBEROTTO
Ebben: ti voglio
Legalmente legar.
Sia questo il buco.
(Siede con gravità).

BURALICCHIO
Che buco?

GAMBEROTTO
Oh talpa! Il foro
Dove esaminerò gli appelli tuoi
Per formalmente giustiziarti poi.

ERNESTINA
Mio genitor...

GAMBEROTTO
Olà, sta' zitta, e taci,
Finché di tua innocenza
Non è la prova appien giustificata
Da un dubbio genitor sei scapolata.

ERNESTINA
Sassificata, o genitore, io resto
Da tal linguaggio, il quale
Offende poi la candidezza mia.

GAMBEROTTO
Che prove adduci di tua biancheria?

BURALICCHIO
È biancheria apparente, ma in sostanza
Chi sa che vi è mai sotto;
Giustiziatemi voi, Ser Gamberotto.

ERNESTINA
(con caricata gravità)
D'umor geloso egli impastata ha l'alma
Che traversando per le fibre e arterie
Produce nell'occipite
Della sua fantasia
Una talquale fantasmagoria;
Quindi di veder crede
Ciò che creder non deve, e ammalgamando
I spirti sparsi al nervo,
Che ottico si appella,
Un topo gli rassembra una vitella.
Potreste, o padre, esser così protervo
Contro di me per vaneggiar d'un nervo?

GAMBEROTTO
Non più figlia, non più, che tu m'imbalsami.
(A Buralicchio, indicando Ernestina)
Vedi, vedi che pezzo filosofico
Ardisci d'insultare?
(obbligandolo ad inginocchiarsi)
Buttati, su, in ginocchio
Avanti a lei, o che ti cavo un occhio

BURALICCHIO
Ma io...

GAMBEROTTO
Così, così. Di' quel che dico,
Bestia più che marito.

ERNESTINA
Il gran trionfo mio ecco compito

GAMBEROTTO
(Buralicchio ripeterà tutto ciò
che dirà Gamberotto)
Volgi le amabili
Pupille elastiche
A quella bestia
Senza giudizio
Figliuola equivoca
D'un semideo
D'un forte Acheo
Di nostra età.

ERNESTINA
(dando un piede a Buralicchio)
Di mia clemenza
ccoti un pegno
Benché non degno - Sei di pietà.

GAMBEROTTO
Bacialo, annasalo.

BURALICCHIO
Che odore io sento!

GAMBEROTTO
Fra poco attento
Più in si va
Finché alla mano
Si arriverà.

BURALICCHIO
Che strano evento
Che caso strano!
La mano dunque
Per carità.

GAMBEROTTO
Ah figlia, dagliela Senti a papà.

ERNESTINA
Ecco la destra
Di pace in segno
Ritorna degno
Del mio perdono
E un tanto dono
Sappi prezzar.

GAMBEROTTO
Ah caro genero!

BURALICCHIO
Ah mio mercurio!

ERNESTINA, GAMBEROTTO e BURALICCHIO
Mi brilla l'anima - Per il contento
Non so resistere - Al movimento
Che tutta/to m'agita - Mi fa saltar.
(Partono abbracciati).




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