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Gaetano Gasbarri
L'equivoco stravagante

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA DODICESIMA
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SCENA DODICESIMA
Ermanno, Frontino, Rosalia, poi Ernestina.

ERMANNO
(osservando di dietro è trattenuto da Frontino)
Che vedo, oh stelle! -

FRONTINO
Son bagattelle.

ERMANNO
Non so reprimere - La gelosia
Che l'alma mia - Struggendo va.

ROSALIA e FRONTINO
Zitto, giudizio Per carità.

ERMANNO
Qual freddo tremito - Tutto m'assale!
Ah! mi vien male - Non reggo più.
(Siede svenuto).

ROSALIA e FRONTINO
È vero, è vero Ma quanto prima
Finirla io spero,
E tali scene - Non vedrò più.

ERMANNO
Infelice il mio destino!

ERNESTINA
(stando indietro per non es sere veduta)
Ei m'adora poverino!

ROSALIA e FRONTINO
(fingendo di non veder Ernestina)
Questo spirito odoroso
Vi darà conforto e lena.

ERMANNO
Io mi reggo appena appena;
(fingendo di volersi ammazzare)
Mala vita a me non cale
Sol la morte un tanto male
Di fermare avràa il poter.

ROSALIA e FRONTINO
Gente aiuto!

ERMANNO
Mi lasciate.

ROSALIA e FRONTINO
Ah soccorso!

ERMANNO
Non sperate.

ERNESTINA
Che si tenta? Fermo .
Del disperato eccesso
Tanto trasporto frena,
Deh non accrescer pena
Al mio dolente cor.
(Prende per mano con tenerezza Ermanno,
che bacia quella di Ernestina).




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