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Gaetano Gasbarri
L'equivoco stravagante

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SCENA PRIMA
Ermanno, indi Frontino e Rosalia, poi
Gamberotto preceduto da vari villani dalla
parte del castello.

ERMANNO
Si cela in quelle mura
Il ben che tanto adoro,
Che per fatal sventura
I voti miei non sa.
Facciamo il segno usato,
(fa un fischio)
Vediam se v'è Frontino;
Se può del mio destino
Calmar la crudeltà.

FRONTINO
Foste davver sollecito
Più di quel ch'io credea.

ROSALIA
Del gallo il tien più vigile
Quell'amorosa idea.

ROSALIA e FRONTINO
D'un'altra Dulcinea
È degno un tanto ardor.

ERMANNO
Lasciam le digressioni,
Parliam di ciò che importa.
(Accennando la porta del castello)
Si passa quella porta?

ROSALIA e FRONTINO
Si passa, sì signor.

ERMANNO
Vedrò l'amato bene?

ROSALIA
Vedrete oh, sì, vedrete.
Con lei parl...

FRONTINO
Parlerete.

ERMANNO
Accanto...

ROSALIA
Il giorno intero.

ERMANNO
Ah! che non credo vero
Il mio contento ancor!

ROSALIA e FRONTINO
Progressi io ben lo spero
Farete nel suo cor.
(Vedendo uscir de' villani dal castello si ritirano).

CORO
Allegri, o compagnoni,
Il nostro padronissimo
Padrone de' padroni

Levossi e vien di qua.
(Affollandosi intorno a Gamberotto)
Illustre... no... illustrissimo,
Buon giorno e sanità.

GAMBEROTTO
Mentre stavo a testa ritta
Riposato sul sofà,
Osservando la soffitta,
Numerando i travicelli,
Certi insetti mattarelli
Senza usar con me rispetto
Mi hanno rotto il conto retto,
Che imperfetto restò là.
Queste bestie irrazionali
Far non soglion distinzione.
Un villano, un re, un barone
O sia in alto o in basso posto
È per forza sottoposto
Alla lor bestialità.

CORO
Se ne faccia un bell'arrosto,
E di lor si sbrigherà.

FRONTINO
(avanzandosi con Rosalia ed Ermanno)
Che gran testa! che parole!

ROSALIA
Che saper profondo e raro!

GAMBEROTTO
Se in tal punto non imparo
Quando mai dovrò imparar?

TUTTI col CORO
Viva, viva, padron caro,
È un portento in verità.

GAMBEROTTO
(ad Ermanno) Chi siete lei?

FRONTINO
Quella persona...

GAMBEROTTO
Che ai cenni miei...

FRONTINO
Per la padrona...

FRONTINO
Da precettore...

GAMBEROTTO
Da precettore?
(esamina Ermanno)
Bravo! ho capito. Atto mi par.

ERMANNO
Se mi destina a un tanto onore
Saprò la scelta giustificar.

GAMBEROTTO
Se mi giustifica con la giustizia
Saprò i suoi meriti giustiziar.

ROSALIA, FRONTINO ed ERMANNO
Bel giorno è questo! più lieta aurora
Non vidi ancora per lui/me spuntar.

GAMBEROTTO
Bel giorno è questo di maraviglia:
Vedrò mia figlia filosofar.

CORO
Come dai villici si piantan cavoli
Le scienze piantansi così in città.
Perciò germogliar scoperte nuove,
Che il terren bagnasi si sa se piove,
Si sa distinguere l'uomo dalla femmina,
E tante simili curiosità.
(I villani partono).

GAMBEROTTO
(ad Ermanno)
Nei tempi in cui la zappa io maneggiava
Non si filosofava; oggi che a forza
Di sudori e di calli
Un signor diventai, giacché nell'alto
Rango di cui sono salito
Impera il filosofico prurito,
Vo' che alla figlia mia
Voi insegnate la filosofia.

ERMANNO
Farò quel che potrò.

GAMBEROTTO
Frontino poi,
Ch'è un bravo cuoco e un servitor migliore,
Avendovi proposto per maestro,
Io me ne fido alle parole sue
Mentre il naso ch'egli ha non è di bue.

ERMANNO
Signor, troppa bontà: se il genio incontro
Della gentil sua figlia
I voti miei saranno
Appagati abbastanza.

GAMBEROTTO
Per appagarla avete che ne avanza.
Tagli svelta, colore, occhio vivace,
Forte in gambe, robusto.
Un filosofo tal le darà gusto.
(Parte).




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