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Francesco Aventi
Ciro in Babilonia

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA TERZA
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SCENA TERZA

Arbace e detta.

ARBACE
Argene!...
Come tu quivi? In questa reggia forse
Con la sposa di Ciro...

ARGENE
Appunto; oggi dell'armi
Il destino crudel entrambi trasse
Qui prigioniere.

ARBACE
Oh quanto debbo a questa
Sorte per te funesta
S'oggi di rivederti il ben m'è dato!
Forse tra queste mura
A te giovar potrà l'opra d'Arbace,
Se men odioso adesso
Di quel che un ti fui
Non sdegna Argene confidarsi in lui.

ARGENE
Ebben: dunque ti mostra
Generoso con noi. Vuol Baldassare
Oggi la man d'Amira o la sua morte:
Fedele ella al consorte
Disprezza l'amor suo, la man ricusa;
In sì crudel periglio
Tu ne presta qual puoi scampo e consiglio.

ARBACE
Basta così. Vanne ad Amira, a lei
Reca per or conforto e dolce speme:
Della porta maggior la guardia il Prence
A me commise... potrò forse... addio...
Periglioso è l'indugio.
Conoscerai tra poco
Quanto per te farò: vedrai che il core
Che io serbo in questo petto
Meritarsi potea più dolce affetto.
(Parte).

ARGENE
La sua pronta franchezza in me ridesta
Qualche lieta speranza...
Ma col figlio si vada
All'amica infelice. Un sì bel core
Accresce in me pietà del suo dolore.
(Parte).

Esterno delle mura di Babilonia che si vedono in qualche distanza. Da un lato
porta di Babilonia e ponte levatoio che mette alla scena. Colline che sono in vista
della città: il piano presenta un campo, di cui si vedono i posti avanzati.




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