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Francesco Aventi
Ciro in Babilonia

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA OTTAVA
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SCENA OTTAVA

Daniele solo.

DANIELE
Va pur crudele! è l'ora ormai vicina
Della vendetta orrenda...
A te pende sul capo
La spada di quel Dio, che in van non coglie.
Sazia l'empie tue voglie,
E bramin teco pur e sangue e morte
D'un profano saper ministri indegni:
L'avran fra poco, e 'l verseran piangendo
Con te suo Re malvagio,
E coi sudditi tuoi...
A questo suolo intorno
Va già fischiando l'orrida procella:
Colpirà il fulmin ratto; e quell'istesso
Ch’oggi tu credi al suo morir vicino,
Fatto ministro dell'eterno sdegno,
Domani vincitor avrà il tuo regno.
De' nemici le spade, le faci
Struggeranno le torri, le mura,
E de' rettili e serpi l'impura
Cruda stirpe sol qui regnerà.
D'atra polve e di cenere asperso
Rimarrà questo suolo infecondo,
Né avrà alcun più memoria nel mondo
Dove fosse l'ingrata città.
(Parte).




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