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Francesco Aventi
Ciro in Babilonia

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA QUATTORDICESIMA
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SCENA QUATTORDICESIMA

Ciro ed Arbace con spada snudata, e seguito
di soldati persiani e medi.

CIRO
Empio! cedi quel ferro, e a me t'arrendi.

ZAMBRI
E Ciro vive ancor!...

CIRO
Sì: vive, indegno!
Troppo nel ferir lenti
Furo i ministri infami
Del Re crudel, che ormai qui più non regna:
E di tanti delitti il Ciel sdegnato
Me soccorse pietoso e lor distrusse;
Egli armò le mie schiere, ei mi condusse
A vincere, a ferir... Tu corri Arbace,
Guida i soldati miei. Del Re gli amici,
La famiglia, i congiunti abbiano morte,
Né si risparmi il sangue... un Dio m'ispira:
D'un Nume irato la vendetta è questa;
Compi i miei cenni, e 'l mio trionfo appresta.

(Ciro parte seguito da una porzione di guardie
che scortano Zambri; seco lui Arbace con l'altra
porzione di guardie va dall'opposta parte).




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