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SCENA TERZA
Dorliska, indi Carlotta dalla porta del
castello. Dorliska entrando dal bosco in
abito da viaggio, con agitazione e timore.
DORLISKA
Dove son? chi m'aita?
Ahi lassa?... ove m'aggiro?...
Stanca, oppressa, tremante
Per queste erme campagne
Cerco un asilo invan, che m'assicuri.
(Vedendo la porta del castello)
Ah di questo castello
Pur qui veggo una porta!.. Ah sì, tentiamo;
M'assisti, o ciel pietoso;
Tu proteggi il mio onor, salva il mio sposo.
(Batte più volte, indi vedendo non essere ascoltata).
Tutto è vano; niun m'ascolta;
Ah Dorliska sfortunata!
Una sposa desolata
Deh, chi assiste per pietà?
Su, coraggio; un'altra volta.
(Torna a battere)
Niun risponde, ahi crudeltà!
Ah Torvaldo!... ah mio diletto!
Dove sei?... dove t'aggiri?...
Tu non odi i miei sospiri,
Idol mio, mio dolce amor!
Giusto ciel, destin più rio
Chi del mio provò finor?
Ah son pure infelice!
Si tenti un'altra volta.
(Torna a battere con più forza, e Carlotta
esce all'improvviso dal castello).
CARLOTTA
Ih, ih!.. che fretta mai!..
Oh perdonate!
DORLISKA
Ah per pietà soccorso a un'infelice
Che a voi tutta s'affida e s'abbandona.
CARLOTTA
A me?... ma voi... ma io...
(Chi mai sarà?) Via, zitta non temete:
In che posso servirvi?... e voi chi siete?...
DORLISKA
Una sposa son io
Misera, desolata
Dal più barbaro caso
Divisa dal più tenero consorte
Che forse per salvarmi ebbe già morte.
(Piange).
CORO
Che sento! ah poverina!
Davver mi fa pietà; ma... cosa vedo!
Impallidisce... Vi sentite male?
DORLISKA
Ah sì!..
CARLOTTA
Su via, coraggio.
Con me venite: Giorgio il mio fratello
Custode è del castello.
Qui siete in casa vostra: non temete;
Lasciate fare a me: ci penso io.
DORLISKA
Misera me! qual fiero stato è il mio!
(Entrano nel castello).
Sala d'architettura gotica nell'interno del
castello.
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