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SCENA QUINTA
Il Duca presentandosi fieramente
all'improvviso sulla porta di fondo, e
avanzandosi.
DUCA
Olà.
(Quadro.
Il Duca nell'avanzarsi riconosce Dorliska.
Un momento di stupore, indi un
atteggiamento di estrema gioia. Poi,
ripreso un contegno severo, con un gesto
autorevole ordina a Giorgio e Carlotta
che si ritirino. Essi partono a sinistra).
DUCA
Ella... oh ciel!... qui... non m'inganno:
In mie mani!... or son contento!
Tanto orgoglio omai cadrà.
DORLISKA
Egli... oh cielo!... il mio tiranno!
Son perduta!... qual cimento!
Ciel! m'assisti per pietà.
DUCA
(con dolcezza)
Dorliska; voi tremate;
Piangete; sospirate;
Lungi il timor, sicura
Dorliska appien qui sta.
Sull'onor mio lo giura
Chi mai mentir non sa.
DORLISKA
(con nobiltà)
Fra scellerate mura
Virtù non è sicura,
Cessa; tu giuri invano
Onore ed amistà.
Sul labbro tuo profano
Quel nome orror mi fa.
DUCA
Dunque?...
DORLISKA
T'arretra.
DUCA
Ascolta.
DORLISKA
Taci; non sento.
DUCA
Stolta!
(Di sdegno, d'affetto
Mi palpita il core:
Ah d'ira, d'amore
Mi sento avvampar.)
DORLISKA
(Quel torbido aspetto
M'agghiaccia d'orrore:
Mi palpita il core,
Mi sento gelar.)
(Dopo una breve pausa Dorliska si
muove risolutamente per partire).
DUCA
Dove corri, sconsigliata?
DORLISKA
Voglio uscir da queste porte.
DUCA
Oh la porta è ben serrata!...
DORLISKA
Vo' cercar del mio consorte.
DUCA
Il consorte?...
(con sarcasmo misterioso, e quasi
sfuggendogli di bocca)
Oh sta lontano.
DORLISKA
(atterrita)
Come?... ah parla... per pietà.
DUCA
(fiero)
Vuoi saperlo?
DORLISKA
Ah si!
DUCA
(come sopra)
Paventa!...
DORLISKA
Giusto cielo! ah, dove sta?...
DUCA
(ferissimo)
Fra gli estinti.
DORLISKA
(getta un grido e sta per mancare)
E morto?... Ah!
DUCA
(Ah, che feci!)
DORLISKA
(con voce fioca)
Chi m'aita?...
DUCA
(avvicinandosi per soccorrerla)
Deh mia vita!...
DORLISKA
(riavendosi e respingendolo)
Scellerato!
DUCA
Taci, stolta, o amor sprezzato
In furor si cangierà.
Del tuo sposo al sangue odiato
Verserò il tuo sangue insieme.
Forse allor nell'ore estreme
Chiederai, ma invan, pietà.
DORLISKA
Empio, barbaro, spietato,
Mostro reo di crudeltà.
Ah Torvaldo sventurato,
Ti perdei, non v'è più speme!
No, sarem fra poco insieme:
Il dolor m'uccide già.
(Dorliska parte agitata per la porta di
prospetto, il Duca l'insegue).
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