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Cesare Sterbini
Torvaldo e Dorliska

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA SETTIMA
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SCENA SETTIMA
Torvaldo entra con precauzione,
osservando il castello.

TORVALDO
Tutto è silenzio: il bosco
Tace d'intorno; inosservato e solo
Alfin qui giunsi; è questo, io lo ravviso,
Questo del mio nemico
È il castello: le mura
Son queste, ahimè, dove l'incauta sposa,
Cercando asilo, a nuovi
Perigli esposta or geme!... oh qual per lei
Del talamo la gioia
In dolor si cangiò!... ma, ti consola,
Sposa felice, io vivo!
Ah se il disegno mio protegge amore,
Fra un istante avrà fine il tuo dolore.
Fra un istante a te vicino
Rivedrai lo sposo amato:
Un inganno fortunato
Al tuo sen mi guiderà.
Fia deluso il tuo tiranno,
Spezzerò le tue catene,
E all'affanno ed alle pene
Il piacer succederà.
Cara, consolati - Tergi le lagrime
La nostra sorte - Si cangierà.
Ai dolci amplessi - Del fido sposo
Amor pietoso - Ti renderà.
Ah ch'io non reggo ai moti
Dell'impazienza mia: taci per poco
O represso mio sdegno.
(Guardando verso la campagna)
Ah quanto tarda
Costui!
(Giunge un contadino che reca gli abiti pel
suo travestimento).
Eccolo: oh sorte!
Finché niun qui m'osserva
Celiam le ricche vesti;
(vestendosi)
A me il beretto...
Il mantello... la scure
La finta barba... invola il resto; è tuo.
(Il contadino parte).
Si tenti or nel castello
Di penetrar;
(cavando di tasca un foglio)
Del simulato foglio
Mi gioverà l'inganno
La dolente mia sposa a trar d'affanno.
(Si avvicina al castello spiando con precauzione).




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