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SCENA NONA
Ormondo.
ORMONDO
(venendo dalla campagna)
Io non ne posso più. Poter di bacco!
Dieci miglia avrò corso in men d'un'ora.
Per boschi, per torrenti,
Per sassi, per dirupi
Dove non passerian nemmeno i lupi.
E il morto non si trova. Eh convien dire
L'abbian portato via. Ah cospettaccio!
Davver che questo affare
Mi dà molto a pensare:
Delle nostre notturne bagatelle
Se va notizia in corte siam perduti.
Già male ha da finir; dice il proverbio:
Chi la tira la strappa,
Chi corre inciampa, e chi ne dà ne busca.
La farina del diavolo va in crusca.
Sopra quell'albero
Se vedo un pero
Già di papparmelo
Mi vien pensiero:
Non posso prenderlo,
Come farò?...
Su... su... su... su...
Su monterò.
Il primo salto
È fatto già:
Già sono in alto,
Eccolo qua.
Ma un altro veggone
Un po' più in su
Di quel ch'ho in mano
Grosso assai più.
Sento il solletico - Dell'appetito
La fame stimola - Cresce il prurito.
Non posso prenderlo - Come farò?...
Su... su... su... su. Su monterò.
Ma mentre arrisico
Mentre m'arrampico
Ah... eh... oh... uh...
Ahimè, precipito
Col capo in giù.
La cosa è chiara - Per chi l'intende;
Si dan purtroppo -Queste vicende;
Si resta in trappola - Non v'è pietà.
Non lo vuol credere - Il mio padrone
Ma può succedere - Non v'è questione
E allor per forza - Lo crederà.
(Entra nel castello).
Appartamenti del castello.
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