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Cesare Sterbini
Torvaldo e Dorliska

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA UNDICESIMA
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SCENA UNDICESIMA
Il Duca, Torvaldo, Giorgio, indi Ormondo,
servi ed armati, e dette.

TORVALDO, GIORGIO e DUCA
(osservando tacitamente Dorliska)
(Immota e stupida
Fredda, insensibile
Dal duol la misera
Oppressa sta.)

DUCA
(Ah se i miei voti
Seconda amore
Quel suo dolore
Si placherà.)

TORVALDO
(Per poco acchetati
O mio furore,
Il suo dolore
Vendetta avrà.)

GIORGIO
(Per l'infelice
Mi piange il core,
Quel suo dolore
Mi fa pietà.)
(Pausa).

DUCA
(avvicinandosi a Dorliska)
Ah Dorliska, il vostro stato
Mi commove, m'addolora...
A quest'alma che v'adora
Deh il credete, per pietà.
(Il suo duol l'opprime ancora;
Non ascolta, non favella...
Ah nel duol mi par più bella,
Nuovo assalto al cor mi fa.)

TORVALDO
La mia smania, il mio trasporto,
Ah frenar più omai non posso;
Deh tu porgi, o amor, conforto
Al mio barbaro penar.

GIORGIO
Mezzo vivo e mezzo morto
Sto tremando a più non posso.
Non vorrei che in mezzo al porto
Qui s'avesse a naufragar.
(Dopo una breve pausa il Duca accenna a Giorgio
e a Torvaldo che si avvicinino a Dorliska. Torvaldo
esita, Giorgio si appressa a lei, e tenta di riscuoterla
dal suo profondo abbattimento).

GIORGIO
Mia signora... al vostro fato
Rassegnarsi ormai conviene...
Via signora... a me badate,
Que' begli occhi spalancate...
(accennando Torvaldo, e cacciandolo innanzi)
Questo degno galantuomo
Dello sposo i sensi estremi
E il voler vi spiegherà.
(Al Duca e a Torvaldo)
Non mi sente.

TORVALDO
(Quale inciampo!)

DUCA
Che insensata ostinazione!

GIORGIO
(risoluto, a Torvaldo)
Qua quel foglio, cospettone.
Non temete... ora vedrete
Se la sveglio come va.
(Gridandole all'orecchio)
Signorina, questo foglio...
Questo foglio via prendete:
Chi lo scrisse è il vostro sposo.

DORLISKA
(alzandosi e fissando Giorgio, ma non Torvaldo)
Il mio sposo?...

GIORGIO
(facendole de' cenni ai quali essa
non attenzione)
Ei stesso.

DORLISKA
(legge, indi con un sospiro marcato sviene)
Ah!...

TORVALDO
(Ella manca!... oh mio tormento!
Ch'io qui sono ancor non sa.
Ah d'affanno in quest'istante
Palpitante il cor mi sta.)

DUCA
Del gran colpo ecco il momento!
Sto a veder che nascerà!
D'incertezza in questo istante
Palpitante il cor mi sta.)

CARLOTTA
(Ci mancava un svenimento!
Su coraggio, per pietà!
Dalla pena in quest'istante
Palpitante il cor mi sta.)

GIORGIO
(al Duca)
Lasci fare.
(A Torvaldo)
(State attento.)
(A Dorliska)
(Fate cor, l'amico è qua.)
(Fra sé)
Di paura io sto tremante...
(A Torvaldo)
Ah giudizio, per pietà.
(Dopo un breve momento di silenzio,
Torvaldo si avvicina a Dorliska).

TORVALDO
Su, Dorliska... fate cuore...
Vi calmate!... respirate...
Alle pene ed al dolore
Pronto fine il Ciel darà.
(Dorliska si sarà andata riavendo al suono
della voce di Torvaldo. Alle di lui ultime
parole si scuote e lo mira fisso in volto).

DORLISKA
(muovendosi con trasporto verso Torvaldo)
Ciel!... qual voce... Ah Tor...

TORVALDO
(di furto)
Ah taci.

DUCA
(avvedendosi dell'azione d'ambedue)
Che?...

GIORGIO
(Ah siam fritti!)

DUCA
(fiero)
Qual sospetto!
Tu chi sei?

TORVALDO
(Destin rubello!)

DUCA
(mettendo la mano alla guardia della spada)
Parla.

TORVALDO
(autorevole)
Indietro.

DORLISKA
(frapponendosi)
Ah sposo mio!

DUCA
(furibondo)
Tu?... Torvaldo?

TORVALDO
(si scuopre)
Sì, son io.
Trema, iniquo traditor.
(Entra Ormondo, e con esso i servi e gli
armati del Duca).

DUCA
(snudando la spada)
Olà... Quell'insensato
Sia di catene avvinto.

TORVALDO
(snudando anch'esso una spada
nascosta sotto il manto)
Pria mi vedrete estinto.
Indietro tutti.

DORLISKA
Ah sposo!

TORVALDO
Non sento.

DUCA
Circondatelo.

DORLISKA
Fermatevi.

GIORGIO
(secondando con affettazione i cenni del Duca,
e accennando di soppiatto a Torvaldo, che si calmi)
Uccidetelo.

DORLISKA
(frapponendosi)
Me sola, me uccidete!
In me s'appaghi, o barbari,
La vostra crudeltà.

TORVALDO
Iniqui!

DUCA
Traditore!

TORVALDO e DUCA
Mori.

DORLISKA
(arrestando il Duca)
T'arresta!

GIORGIO
(arrestando Torvaldo)
Prudenza!

TORVALDO e DUCA
Oh rabbia!

DUCA
Più non reggo al mio furore
(a Dorliska e Carlotta)
Mi lasciate... traditore!
Vo' vederlo trucidato,
No, per lui non v'è pietà.

TORVALDO
Ah non reggo al mio furore!
(A Giorgio e Ormondo)
Mi lasciate... traditore!
Vo' punir lo scellerato,
Mi lasciate, per pietà.

GIORGIO
(a Torvaldo)
Via, quest'arma a me cedete,
Vi fidate... non temete...
(lo disarma)
Mio signore, è disarmato:
Lo vedete, eccolo qua.

DORLISKA
(al Duca)
Ah quel ferro nel mio petto
Vibra, indegno, io tel permetto;
(verso Torvaldo)
Giusto Cielo! sventurato!
Chi lo salva per pietà.

CARLOTTA
Ah fermate... mio signore
Ah fratel... che batticore!
Che fracasso disperato,
Che terrore che mi fa.

DORLISKA e CORO DI SERVI ed ARMATI
(a Torvaldo)
Via fermatevi... tacete,
Via, quell'arma a lui cedete.
(Al Duca)
Mio signore, è disarmato;
Lo vedete, eccolo qua.




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