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SCENA PRIMA
Giorgio con lanterna in mano introducendo nel
sotterraneo vari servi del Duca; indi Torvaldo.
GIORGIO
Bravi, bravi: qua venite;
Niun ci vede: mi seguite.
Qui senz'ombra di sospetto
Parlerem con libertà.
CORO
Qui senz'ombra di sospetto
Parlerem con libertà!
GIORGIO
Qui si tratta, cari amici,
Di salvar que' due infelici;
Vendicarci in conclusione
Di quel can, di quel briccone
Che ne dite?...
CORO
Siamo qua.
Padron Giorgio, non temete;
Di noi tutto disponete:
Questa barbara oppressione
Una volta finirà.
GIORGIO
Questa volta, cospettone,
Non la scappa in verità.
Or ben: già qualche cosa
Vi dissi: il resto or vi dirò;... ma dove
Il nostro prigionier s'è mai cacciato?...
Ah! ah! del nuovo alloggio
Gli appartamenti passerà in rivista:
Eccolo qua.
TORVALDO
(si arresta vedendo i servi)
Oh mio...
GIORGIO
Parlate pure
Con tutta libertà, senza spavento;
Qui siam tutti per voi d'un sentimento.
(Il coro dà segni d'approvazione).
TORVALDO
Dunque...
GIORGIO
In poche parole: la signora
Già di tutto è istruita:
A voi pocanzi il più feci anche noto;
Attenti dunque al resto:
Sessanta granatieri in nostro aiuto
Qui son tra poco: all'imbrunir del giorno
Dell'arrivo il momento è concertato.
Tutto in armi è d'intorno:
Al comparir di quella brava gente
Un fischio, e immantinente
La campana a martello,
Si spalancan le porte del castello,
I contadini, i granatieri, noi
Insomma, pria di notte il colpo è fatto.
Ah, che ne dite?...
TORVALDO
Il Ciel lo voglia; ma...
GIORGIO
Che ma?...
TORVALDO
Se quel crudele
Attenta alla mia vita?...
GIORGIO
Oh cospettaccio!
Vorrei ben veder questa!
Della prigion le chiavi
Non escon di mie mani; s'ei qui viene
Verrò anch'io, non temete.
TORVALDO
Ah dimmi intanto,
Caro, che fa la dolce mia consorte
In balìa di quell'empio...
GIORGIO
Oh questo poi...
Per bacco! vostra moglie è una donnina
Che soggezion non ha di brutti musi.
Or basta; io torno sopra:
Voi state di buon animo.
TORVALDO
Ah, un istante:
Odimi; ah tu di me, mio buon amico,
Dalle novella; dille
Che lei sola ho nel core,
Che sol per lei m'affliggo,
Che a nome ognor la chiamo.
Dille...
GIORGIO
Ho inteso.
TORVALDO
No, ascoltami.
GIORGIO
Sentiamo.
TORVALDO
Dille che solo a lei
Rivolto è il pensier mio:
Dille che sol desio
Vederla, e poi morir.
Morire in sua difesa,
Morir con alma forte...
No, non parlar di morte;
Risparmia il suo martir.
GIORGIO
Dunque, io vado...
TORVALDO
Ah senti!...
GIORGIO
Oh flemma!
TORVALDO
La mia sposa, i giorni miei
Cari amici, ah difendete!...
GIORGIO e CORO
Sarà salva, non temete,
Qui per voi si pugnerà.
TORVALDO
Ah potessi il braccio mio
Oggi anch'io d'un ferro armar!
Mi vedreste su quell'empio
Morte e scempio fulminar.
GIORGIO e CORO
Non temete; noi quell'empio
Noi saprem per voi domar.
(Partono).
Appartamento del castello.
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