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SCENA DICIOTTESIMA
Adelaide seguita da Iroldo. Ottone scende
dal carro e va ad incontrarla. Berengario e
Adelberto, in aspetto sdegnoso, rimangono
in disparte.
OTTONE
Questi, che a me presenta
Del popolo l'amor, serti onorati
Sono al mio cor più grati
Della corona che mi splende in fronte,
Poiché gloria gl'intreccia, amor li dona;
Ma della mia corona
E degli allori miei
Più cara, o principessa, a me tu sei.
Vieni: tuo sposo e amante
A questo cuor ti stringo.
Fra canti di vittoria
Del serto mio ti cingo.
(L'incorona).
Rammenti fama e gloria
Che trionfai per te.
Ma rammenti il tuo bel core
Che giurommi amore e fé.
ADELAIDE
Ah! tu sai di quanto ardore
Piena l'alma amor mi fe'.
ADELBERTO e BERENGARIO
Dove ascondo il mio rossore?
Un pugnal chi porge a me?
CORO
Ti sorrida e gloria e amore,
Nostro prence e nostro re.
OTTONE
Al trono tuo primiero
Regina ancor ti rendo;
Al soglio dell'impero
Meco a regnar ti attendo;
A te dovrò mia gloria.
D'Imene il talamo
Amor ci addita;
Gioia gradita
Mi ferve in cor.
E fra i più teneri
Soavi affetti
Dolci diletti
Prepara Amor.
ADELAIDE
Fra dolci vincoli
Ci stringa Amor.
ADELBERTO e BERENGARIO
Numi, qual fulmine
Ci piomba al cor!
CORO
Del Ciel benefico
Splende il favor.
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