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SCENA SECONDA
Adelaide vestita a lutto, seguita da
Adelberto, e detti.
ADELAIDE
(ad Adelberto)
Lasciami: in te del padre
Vedo il reo core espresso.
(A Berengario)
Vieni: il secondo eccesso
Compi, tiranno, in me.
BERENGARIO
O sempre a me nemica!
Non accusarmi, e cedi.
La mia discolpa vedi:
Tutta ho l'Italia al piè.
ADELBERTO
Ah! non voler che duri
Eterno in noi lo sdegno.
Dammi la destra: il regno
Dividerò con te.
ADELAIDE
Era pur mio quel trono;
Esser ancor può mio.
BERENGARIO
Offrir lo posso in dono;
Perderlo non poss'io.
ADELBERTO
Né te giammai con quello
Rapirmi Otton potrà.
ADELAIDE
(Dio, che m'ami in tal cimento
Di costanza e di valore,
L'invocato difensore
Non negarmi, per pietà.)
BERENGARIO e ADELBERTO
(La superba in tal cimento
Copre invano il suo timore.
L'invocato difensore
Spera ancor; ma non l'avrà.)
ADELBERTO
Ah! crudel, non lusingarti
Ch'io ti lasci ad altri unita.
ADELAIDE
Taci... fuggi; al sol mirarti,
A vendetta il cor m'invita.
BERENGARIO
E pretendi...
ADELAIDE
Odiarvi ognora
Finché spirto avrò di vita.
BERENGARIO
Insensata! insulti ancora?
Guardiè, olà! sia custodita.
BERENGARIO e ADELBERTO
Se da noi ricusi amore,
Donna audace, il mio furore
Sul tuo capo piomberà.
ADELAIDE
(ad Adelberto)
Io t'aborro nell'amore,
(a Berengario)
Ti disprezzo nel furore;
L'alma mia tímor non ha.
CORO GENERALE
Cedi, o donna, e senti in core
Di te stessa almen pietà.
(Adelaide parte fra le guardie).
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