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Giovanni Schmidt
Adelaide di Borgogna

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA QUATTORDICESIMA
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SCENA QUATTORDICESIMA
Iroldo, Adelaide, indi Ottone.

IROLDO
Pur mi lice una volta,
Augusta principessa,
Vederti in libertà!
Giorno più bello
Di questo non spuntò. Esci ed ascolta
Come gioisce e come
Alza il popolo al cielo il tuo gran nome.
Te chiama ad alta voce,
Ed affretta l'istante in cui consorte
Otton si unisca a te.
Già si prepara
Solenne festa al tempio, e alzata è l'ara.

ADELAIDE
E Berengario ed Adelberto?

IROLDO
In core
Ben fremon quelli; ma chi mai s'oppone
Quando il popolo grida e parla Ottone?
Eccolo; ei viene.
(Si ritira).

OTTONE
Principessa, al fine
Più de' tiranni tuoi temer non dei.
Un'altra volta sei
In questo suol regina. Otton felice
Del trono che ti diede,
Tranne la destra tua, mercé non chiede.

ADELAIDE
Signor, io la promisi
Quando il soccorso tuo chieder osai.
La fede manterrò che ti donai.

OTTONE
Ah! se del tuo sembiante
E delle tue virtù preso il mio core,
Principessa, non fosse, io la tua destra
Chiederti non vorrei; ma sento, oh Dio!
Che lieto senza te più non son io.

ADELAIDE

Ah! signor.

OTTONE
Che vuoi dirmi?... Il popol tutto
Le nozze tue, desia: parla, io son pronto,
Se d'amarmi ricusi, a girne altrove,
E celarti, se il brami, il mio dolore.

ADELAIDE
Ah! no; son tua; t'offro la destra e il core.
Mi dai corona e vita,
Mio difensor t'onoro;
Sposa mi vuoi, t'adoro,
Dell'alma mia signor.

OTTONE
Che difensor ti sono
Spargi, mio ben, d'obblìo;
Che amante tuo son io
Sol ti rammenta ognor.

ADELAIDE
Te solo il core adora.

OTTONE
L'idolo mio sei tu.

ADELAIDE e OTTONE
Me lo ripeti ancora,
E non mi dir di più.

OTTONE
Vieni al tempio, ah! vieni, o cara,
Al mio sen per sempre unita.

ADELAIDE
T'amerò, qual t'amo, all'ara
Finché il ciel mi serba in vita.

ADELAIDE e OTTONE
Sempre fia che il cor t'adori,
Sempre fido a te sarà.
Tu che i puri e casti affetti
Dolce amor nell'alma accendi,
Tu proteggi, tu difendi
Così bella fedeltà.
(Partono).

Piazza di Canosso; edifici maestosi intorno.




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