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Giovanni Schmidt
Adelaide di Borgogna

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA SECONDA
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SCENA SECONDA
Adelberto, Eurice e detti.

ADELBERTO
Vincemmo, o madre.
Fra le feste insane
L'ostil campo sorpreso, invano opporci
Breve contrasto osò. La sua salvezza
Alla fuga commise; Ottone stesso
Da tante schiere oppresso
Fugge, e fischiarsi a tergo ode tremando
Del vincitore Berengario il brando.

EURICE
Lieta ritorno alfin. Quanto tremai
Dirti non so. Pur nostro è il regno, è tua
D'Adelaide la destra.

ADELBERTO
Umana forza
Rapirmela non può; quando ritorni
Berengario dal campo io la possedo!...
Ma comparir la vedo
Mesta insieme e sdegnosa... Io voglio, o madre,
Placar quel core.

EURICE
E puoi sperarlo? È vana
Ogni preghiera: usar rigore è forza.

ADELBERTO
In lei lo sdegno ammorza
Forse il rigor?
Lasciami seco.

EURICE
Io parto.
Com'esige il dover e amor ti sprona,
Pur che giovi all'intento, a lei ragiona.




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