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SCENA UNDICESIMA
Adelberto e detti.
BERENGARIO
Adelberto! mio figlio!
ADELBERTO
Oh padre mio!
Qual ti lasciai! qual ti riveggo!...
(A Ottone)
Il primo
All'affetto figlial pensier si doni,
Del cambio che ascoltai poi si ragioni.
BERENGARIO
Cambio, dicesti?
ADELBERTO
La tua vita,
Solo da te dipende; onde salvarti,
Rendo Adelaide. Ottone, intesi: accetto
L'offerta che mi festi.
BERENGARIO
Io la rigetto.
OTTONE
Come!
ADELBERTO
Perché?
BERENGARIO
Fia vero? A questo segno
Vile sei tu? Ceder colei? Sì tosto
Scordar potesti qual sudor versai
per salvar la mia preda; ed involarla
A me pretendi? Onde tal dritto? parla.
ADELBERTO
Dal tuo periglio. S'ei non fosse, o padre,
Chi rapir Adelaide a me potria?
BERENGARIO
Ogni periglio pria
Di vestir regio manto in mente avea;
Tutti li disprezzai;
Corona io volli o morte.
OTTONE
E morte avrai.
Vedrassi in faccia a quella
Se intrepido sarai siccome ostenti.
Al mio voler consenti,
O tutta l'ira mia sul capo aspetta.
BERENGARIO
(al figlio)
Vanne, e comincia tu la mia vendetta.
ADELBERTO
Oh! padre, ad ogni costo
Salvarti io bramo. La tua vita io compro
Col sacrifizio d'ogni affetto mio.
(A Ottone)
Adelaide, signor, render vogl'io.
BERENGARIO
Ferma; io lo impongo.
O figlio mio, non pensi
Quanto entrambi perdiam? Più della vita
Toglier mi vuoi, se di regnar mi togli.
Odimi, Ottone: se Adelaide io dono
Voglio in mercede dell'Insubria il trono.
ADELBERTO
(Che dirà?)
OTTONE
(Che risolvo?)
BERENGARIO
A questo prezzo
Adelaide ti rendo,
Io morrò se'ricusi.
OTTONE
(Ah! che Adelaide
Val più d'un regno.) Ebben, l'Insubria è tua.
Acconsento al gran patto. A me la destra
Porgi, e pegno di fede oggi sia questa.
Vieni all'accordo: io già soscrivo...
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