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SCENA SETTIMA
Su piccolo battello approdano Ricciardo
sotto mentite spoglie affricane, ed Ernesto
ambasciatore del campo cristiano.
RICCIARDO
Eccoci giunti al desiato loco;
Ecco, Ernesto, le mura
In cui rinchiuso è il mio tesor. Nel petto
Come mi batte il cor!
ERNESTO
Ah! non tradirti;
Pensa ove siam...
Tu sai che in ogni parte
Di Ricciardo si chiede.
T'inseguono a vicenda
Il desolato Ircano,
Agorante inumano...
Ogni motto, ogni cenno
Ah! svelarne potria...
RICCIARDO
Sconosciuto qui son: facil non fia,
S'anche alcun mi conosca, in queste spoglie
Di potermi scoprir.
ERNESTO
Invan lo speri,
Il valor, la tua gloria, il tuo splendore
Son noti al mondo intero:
Occultarti non puoi
Tu primo onor de' Paladini eroi.
RICCIARDO
No; celarmi saprò.
ERNESTO
Dunque tu sei
Risoluto a seguire i passi miei?
RICCIARDO
E ne dubiti ancor?
ERNESTO
Ah! lascia almeno
Che, rispettato ambasciator, qui possa
Richieder del tuo ben, aprirti a un tempo
Facile strada a' tuoi disegni.
RICCIARDO
Amico,
Arrestarmi non posso; ad ogni costo
Io ti debbo seguir.
ERNESTO
Come sottrarti
Di tanti esploratori al vigil sguardo,
A sì nuovi perigli?...
RICCIARDO
Non vaglion contro amore i tuoi consigli.
S'ella mi è ognor fedele,
Se l'amistà mi è guida,
Quest'alma non diffida
Di possederla ancor.
ERNESTO
All'amistà ti affida,
T'affida a questo cor.
RICCIARDO
Trionferemo insieme
Di sì tiranna sorte,
Le barbare ritorte
Saprà spezzare amor.
ERNESTO
Dividerò tua sorte,
O vinto, o vincitor.
RICCIARDO
Qual sarà mai la gioia
Allor che a lei d'accanto,
Versando un dolce pianto,
D'amor le parlerò,
Se nel pensarlo solo,
ogni più acerbo duolo
Già nel mio sen cessò?
(Ricciardo va sul battello, prende
una bandiera bianca e la consegna
ad Ernesto. Egli l'innalza; è
veduto dalla sentinella: il ponte
abbassandosi, entrano nella città).
Stanza nella reggia come prima.
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