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Francesco Berio di Salsa
Otello

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  • Atto 1
    • No. 5 FINALE I
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No. 5 FINALE I
 
DESDEMONA
Ma che miro? ecco che incerto i passi
muove il perfido Iago;
fuggiam, si eviti; ei rintracciar potria
sul mio volto l'amor, la pena mia.
 
 
(Partono. - Entra Iago.)

 
IAGO
Fuggi . . . sprezzami pur: più non mi curo
della tua destra . . . un tempo a' voti miei
utile io la credei . . . Tu mi sprezzasti
per un vile Africano, e ciò ti basti.
Ti pentirai, lo giuro:
Tutti servir dovranno a' miei disegni
gl'involati d'amor furtivi pegni.
Ma che veggo! Rodrigo!
 
RODRIGO
 
(Entrando)

Ah, del mio bene
il genitor dov'è?
 
IAGO
Miralo, ei viene.
 
 
(Entra Elmiro.)

 
ELMIRO
Giunto è, Rodrigo, il fortunato istante,
in cui dovrai di sposo
dar la destra a mia figlia.
L'amistà mel consiglia,
il mio dover, la tua virtude,
e quel odio ch'io serbo
per l'African superbo.
Insiem congiunti
per sangue, e per amor, facil ne fia
opporci al suo poter. Ma tu procura
al padre tuo, che invitto e amato siede
in su l'Adriaco suolo,
svelar le trame, e il suo nascosto orgoglio.
 
RODRIGO
Ah! sì, tutto farò.
 
ELMIRO
Iago, t'affretta
a compir l'Imeneo. A parte sei
delle mie brame, e dei disegni miei.
 
 
(Iago parte.)

 
RODRIGO
Ah di qual gioia sento acceso il mio petto!
Ma saro felice?
 
ELMIRO
Io tel prometto.
 
(Rodrigo parte.)

Vendicarmi dovrò; né più si vegga,
che un barbaro stranier con modi indegni
ad ubbidrlo, ed a servir ne insegni.
Ma la figlia a me vien . . .
 
 
(Entra Desdemona.)

 
DESDEMONA
Padre, permetti,
che rispettosa io baci . . .
 
ELMIRO
Ah! figlia, vieni,
vieni al mio seno. In questo fausto giorno
dividere vo'teco il mio contento.
 
DESDEMONA
(Che mai dirmi potrà? spero e pavento. )
 
ELMIRO
Dal sen saccia ogni duol. Un premio or t'offro
che caro a te sarà.
 
DESDEMONA
(Forse d'Otello l'han calmato i trionfi?)
 
ELMIRO
In vaga pompa
seguirmi or tu dei
tra novella allegria i passi miei.
 
(Parte. - Entra Emilia.)

 
DESDEMONA
Comprender io non so, confusa io sono.
Emilia, in quali tumulti sento il povero cor!
 
EMILIA
Che avvenne?
 
DESDEMONA
Il padre un premio m'offre e vuole
che il seno, il crine pomposamente adorno
festeggi insiem con lui sì fausto giorno.
Fra la speme e il timor che mi consigli?
 
EMILIA
Fingon gli amanti ognor nuovi perigli,
ma tu non paventar.
Chi sa d'un padre l'amore in lui parlò.
Forse d'Otello alla gloria offuscato
ha l'odio fine in amistà cangiato.
Vieni, non indugiar.
 
DESDEMONA
Ti seguo. Oh Dio,
palpita intanto il povero cor mio.
 
 
Scena: Sala magnificamente adorna.
 
(Damigelle, amici e confidenti d'Elmiro.)

 
CORO
Santo Imen! te guida Amore
due bell'alme ad annodar.
Dell'amore il dolce ardore
tu procura di eternar. -
Senza lui divien tiranno
il tuo nobile poter. -
Senza te cagion di affano
è d'amore ogni piacer. -
Qual momento di contento!
Tra l'amore ed il valore
resta attonito il pensier!
 
 
(Entrano Elmiro, Desdemona, Emilia e Rodrigo con suo seguito.)

 
DESDEMONA
Dove son? Che mai veggio?
Il cor non mi tradi!
 
ELMIRO
Tutta or riponi
la tua fiducia in me. Padre a te sono:
Ingannarti non posso. Eterna fede
giura a Rodrigo: egli la merta; ei solo
può renderti felice.
 
RODRIGO
Che mai dirà? . . .
 
EMILIA
Qual cenno!
 
DESDEMONA
(Oh me infelice!)
 
ELMIRO
Appaga i voti, miei, in te riposo.
 
DESDEMONA
(Oh natura! oh dover! oh legge! oh sposo!)
 
ELMIRO
Nel cor d'un padre amante
riposa, amata figlia,
è Amor, che mi consiglia
la tua felicità.
 
RODRIGO
Confusa è l'alma mia
fra tanti dubbi e tanti;
soli in sì fieri istanti
reggermi Amor potrà.
 
DESDEMONA
Padre . . . tu brami . . . oh Dio! tremo . . .
che la sua mano accetti?
(A 'miei tiranni affetti
chi mai resisterà?)
 
ELMIRO
S'arresta! . . . ahimè! . . . sospira!
Che mai temer degg'io?
 
RODRIGO
Tanto soffrir, ben mio,
tanto il mio cuor dovrà?
 
DESDEMONA
Deh taci!
 
ELMIRO
Che veggo?
 
RODRIGO
Mi sprezza!
 
ELMIRO
Resiste.
 
RODRIGO E DESDEMONA
Oh ciel! da te chieggo
soccorso, pietà.
 
ELMIRO
Deh giura.
 
DESDEMONA
Che chiedi?
 
RODRIGO
Ah vieni . . .
 
DESDEMONA
Che pena!
 
ELMIRO
Se al padre non cedi,
punirti saprà.
 
RODRIGO
Ti parli d'amore:
Non essermi infida.
Quest'alma a te fida
più pace non ha.
 
ELMIRO
D'un padre l'amore
ti serva di guida:
Al padre t'affida
che pace non ha.
 
DESDEMONA
Di sorte il rigore
a pianger mi guida.
Quest'alma a lui fida
più pace non ha.
 
RODRIGO
Ti parli d'amore, ecc.
 
 
(Entra Otello nel fondo della scena, seguito da alcuni suoi compagni.)

 
OTELLO
L'infida, ahimè che miro?
Al mio rivale accanto! . . .
 
SEGUITO DI OTELLO
Taci!
 
RODRIGO
Ti muova il pianto mio,
ti muova il mio dolor.
 
ELMIRO
 
(a Desdemona)

Risolvi . . .
 
OTELLO
Io non resisto!
 
SEGUITO DI OTELLO
Frenati!
 
ELMIRO
Ingrata figlia!
 
RODRIGO, DESDEMONA
Oh, Dio! chi mi consiglia?
Chi mi dà forza al cor?
 
TUTTI
Al rio destin rubello
chi mai sottrarla può?
 
ELMIRO
Deh giura . . .
 
OTELLO
 
(avanzandosi)

Ah ferma . . .
 
TUTTI
Otello! . . .
Il core in sen gelò!
 
ELMIRO
Che brami?
 
OTELLO
Il suo core . . .
Amore mel diede,
e Amore lo chiede,
Elmiro, da te.
 
ELMIRO
Che ardire!
 
DESDEMONA
Che affanno!
 
RODRIGO
Qual'alma superba!
 
OTELLO
 
(a Desdemona)

Rammenta . . . mi serba
intatta la fè.
 
RODRIGO
E qual dritto mai,
perfido! su quel core
vantar con me potrai,
per renderlo infedel?
 
OTELLO
Virtù, costanza, e amore,
il data giuramento . . .
 
ELMIRO
Misero me! che sento?
Giurasti?
 
DESDEMONA
È ver: giurai . . .
 
ELMIRO E RODRIGO
Per me non hai più fulmini,
inesorabil Ciel!
 
ELMIRO
Vieni.
 
OTELLO
T'arresta!
 
RODRIGO
Invano
l'avrai tu, mio nemico . . .
 
ELMIRO
Figlia! . . . ti maledico . . .
 
TUTTI
Ah! . . . che giorno d'orror!
Incerta l'anima
vacilla e geme,
la dolce speme
fuggi dal cor.
 
RODRIGO
Parti, crudel.
 
OTELLO
Ti sprezzo.
 
 
(Elmiro prende Desdemona, e protetto da suoi,
la conduce via. Ella rimirando con dolcezza Otello,
s'allontana da lui.)

 
DESDEMONA
Padre! . . .
 
ELMIRO
Non v' è perdono.
 
RODRIGO
Or or vedrai chi sono.
Vedrai.
 
OTELLO
Paventa il mio furor!
Paventa.
 
TUTTI
Smanio, deliro e tremo.
No, non fu mai più fiero
d'un rio destin severo
il barbaro tenor!




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