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Autori vari
Eduardo e Cristina

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA DICIOTTESIMA
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SCENA DICIOTTESIMA
Fra il rimbombo dei tamburi e lo scoppio
dell'artiglieria sempre più d'ogn'intorno
cresce l'ostinato alternare del più fiero
combattimento, che gradatamente si va
approssimando. Alcuni fuggitivi attraversano
di tratto in tratto la piazza, finché, con poco
seguito Carlo da una parte, e Giacomo
dall'altra, s'incontrano.

CARLO
Ove corro, ove fuggo? Ah di salvezza
Non v'è per noi più speme!

GIACOMO
Ah!, non m'inganno!
Ti trovo alfin, mio re.

CARLO
Ma qual mi trovi,
Principe sventurato!

GIACOMO
Per noi tutto cangiò, sei vendicato.

CARLO
Come! Che dici?

GIACOMO
Ai cenni tuoi fedele
Tutti raccolsi i prodi,
Mali raccolsi invan.
L'immensa piena
Dei ribelli cattivi
Fu maggior d'ogni sforzo,
Oppresse ogni valor.
Quando improvviso
Tolto ai ceppi Eduardo
Sostenne il forte e ravvivò il codardo.

CARLO
Eduardo!

GIACOMO
Alle schiere Atlei lo rese.
Per te ei pugnò, vinse per te.

CARLO
Fia vero?...
Ma intanto va crescendo
D'ogni parte il tumulto...

GIACOMO
Ah, non temere.
Vinti i perfidi son.

GIACOMO
Stelle! che intendo?
(Si rinforza lo strepito della pugna,
quando, improvvisamente incalzati da
tutte le parti, si raccolgono i vinti nella
gran piazza, ed ivi sopraffatti cedono al
vincitore).

(Eduardo alla testa de' suoi al chiarore delle
faci fa cenno che si arresti la strage; indi,
scorgendo Carlo, si precipita alle sue
piante).

EDUARDO
Sire! Al tuo piè l’acciar, che vinse, io rendo.

CARLO
Come! Tu sei?...

EDUARDO
Son io.
Per vendicarti armato.

CARLO
E osasti?...

EDUARDO
Il braccio mio
Ministro è sol del fato.

CARLO
Confonde il mio consiglio
generoso ardir.

EDUARDO
Salvami e sposa e figlio,
E lasciami morir.

CARLO
Nel debellar quei perfidi
Vincesti il mio rigore:
Tanta virtù e valore
No che non dee perir.

EDUARDO
Ah mio signor! Quest'anima
Tanto sperar non osa:
Salvami e figlio e sposa,
E lasciami morir.

CARLO
Prendi un reale amplesso.

EDUARDO
Oh di clemenza eccesso!

CARLO
T'abbraccio e ti perdono.

EDUARDO
Ah che confuso io sono!

CARLO
Dopo i sofferti guai
Premio, qual merti, avrai:
Maggior del tuo periglio
Diventi il tuo gioir.

EDUARDO
Ah mi richiama in vita
La tua bontà infinita:
Rendimi e sposa e figlio,
E mi vedrai gioir.

CARLO
Non più: tutto il passato
Si ricopra d'obblio. Sarai...
(vedendo comparire Cristina)
Sì... Vieni.




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