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SCENA SESTA
Cristina fra le guardie. Carlo.
CRISTINA
(Oimè! vieppiù quel volto a me palesa
L'ira del cor.)
CARLO
T'inoltra.
CRISTINA
Padre...
CARLO
Non proseguir. Nome sì sacro
Mal ti convien.
CRISTINA
(Misera me!)
CARLO
Già sai
Qual destino t'aspetta.
CRISTINA
La morte. A me l'affretta.
Ma il figlio, ma lo sposo...
CARLO
Quest'abborrito nome
Più non t'esca dal labbro. Odimi: pende
Da un sol mio cenno la tua vita e quella
Del tuo Gustavo.
CRISTINA
Di mio figlio!... Ah! parla.
CARLO
Fian brevi i detti miei. Brami salvarti?
Brami salvarlo?
CRISTINA
Ah! non per me: pel figlio
Vita ti chiedo, e per...
CARLO
Non più... Quel mostro,
Quel suddito rubello avrà la morte.
A te la stessa pena,
Traditrice del tuo real onore,
A ragion riserbava il genitore.
Ma un'alma grande... chi potea pensarlo?
Renderà, se lo vuoi, se di rimorso
Il tuo core è capace,
A te l'onore, e al genitor la pace.
CRISTINA
Chi potria tanto oprar?
CARLO
Di Scozia il prence.
CRISTINA
Ed in qual modo?
CARLO
Oggi consorte a lui.
CRISTINA
(con impeto)
Ah! d'Eduardo io son...
CARLO
Obblia costui.
CRISTINA
Ahi qual orror!... oh stelle!
Mi si divide il core...
Ah! troppo, o genitore,
Troppo si vuol da me.
CARLO
Che re son io rammenta;
Pensa all'onor del soglio.
Tempo non è d'orgoglio;
Cerca ottener mercé.
CRISTINA
Cielo...
CARLO
Irritar nol dei.
CRISTINA
Pietà!
CARLO
Non ode i rei.
CRISTINA
Più barbaro tormento
Chi mai potria provar?
CARLO
Pensa che in un momento
Può il fato tuo cangiar.
CRISTINA
(Appaga, avversa sorte,
Il tuo rigor appieno.
Squarciami, o morte, il seno;
Da' fine al mio penar.)
CARLO
(Sfogasti, avversa sorte,
Il tuo rigor appieno.
Fa che di calma in seno
Io torni a respirar.)
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