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Autori vari
Eduardo e Cristina

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  • ATTO PRIMO
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SCENA TERZA
Cristina, dame e cavalieri. I precedenti.

CRISTINA
(Misera! innanzi al padre
Più fiero è il mio tormento,
Tutto del fallo io sento
Fiero il rimorso in me.)

GIACOMO
(a Cristina)
Di gioia ognun s'accende,
Benigna stella splende,
E in sì propizio giorno
Solo è mestizia in te.

CARLO
Ah! quando, amata figlia,
Serene avrai le ciglia?
Tutto ti brilla intorno:
Tempo di duol non è.

CRISTINA
(Come celarvi mai,
Palpiti, fier dolore!)

GIACOMO
Donasti al pianto assai:
Giubili omai quel core.

CARLO
Oltre il confin, l'affanno
In te passando va.

CRISTINA
(Ciel, che vedi a qual cimento
Mi riduce il mio tormento,
Qualche raggio omai ridesta
Di clemenza e di pietà.)

CARLO e GIACOMO
(Quai sospiri in tal momento!
Qual dolor! qual turbamento!
Un sospetto in me si desta,
Che penar, tremar mi fa.)
(Strumenti militari in distanza).

CARLO
Mala schiera vincitrice
Alla reggia s'avvicina.

CRISTINA
(Tremo... Oh istante!... Il cor mi dice
Ch'altro duol mi si destina.)

CARLO
Giunge il prode.

CRISTINA
(Amato sposo!
Io ti bramo e per te peno.)

GIACOMO
(Altra fiamma asconde in seno:
Turba amore il suo riposo.)

CRISTINA
(Coniugal, materno amore,
Non tradir questo mio core,
Ch'altra speme or più non ha.)

CARLO e GIACOMO
(La cagion di quel dolore
A momenti al genitore,
Suo malgrado, svelerà.)

CORO
(Geme, oppressa dal dolore...
Giusto ciel, che mai sarà?)

CARLO
Delle lagrime tue La sorgente verace,
Che al genitor sia nota è tempo omai.

CRISTINA
Signor, come! non sai
Quanto costommi, oh dio!
Quella perdita amara,
Che te pur tanto oppresse?

CARLO
Or volge l'anno
Che a me la sposa, a te la genitrice
Morte involò. Si pianse, e giusto il pianto,
Figlia, era in noi; ma di ragione il lume
Dà il tempo alfine. I limiti del duolo
La tua mestizia eccede,
Perch'io presti al tuo labbro intera fede.

CRISTINA
(Oimè!)

ATLEI
Signor! S'avanza il duce.

CARLO
Siedi,
Principessa, al mio fianco, e pensa intanto
Che in sì bel giorno è intempestivo il pianto.

(Carlo va sul trono; Cristina siede a dritta
del medesimo sopra un sedile più basso;
Giacomo, al cenno del re, siede dalla parte
opposta; ognuno del corteggio si situa
secondo il suo grado. Frattanto vedonsi
sfilare sulla piazza le truppe condotte da
Eduardo).

ATLEI
Inno di gloria alto risuoni.

CRISTINA
(Cielo!
Ben prevede il mio core
Il più fiero dolor d'ogni dolore.)

CORO
Serti intrecciar le vergini
De' più pregiati fiori;
Ordir corone i giovani
Di sempre verdi allori
Quando a battaglia intrepido
Duce, volgesti il piè.
(Vedesi comparire Eduardo).




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