abbad-pieta | pieto-zuffe
Capitolo
501 X | azione tua la giudicano pietosa; se me lo mostrerai, non
502 I | lavoratore che prima si piglia cura delle pianticelle piú
503 XVIII| avvantaggiamo di tanto, che noi pigliamo tutto da loro, ed essi da
504 III | di' tu, o che so io, se ne pigliano.~eutifrone Io, caro Socrate,
505 V | Se gli venisse in capo di pigliarsela con me, eh lo toccherei
506 IV | altro? che c'è dunque da pigliarsene? non è empietà un figliuolo
507 I | perocché prima convien pigliarsi cura de' giovani perché
508 XX | empio, per un oprante non piglieresti ad accusar reo di morte
509 VI | contano i poeti, e i bravi pittori ci raffigurano ne' templi,
510 XIII | volere: perché io vorrei piuttosto che stessero immobili i
511 IV | faceva de' lavori nei nostri poderi a Nasso, ivi si fu allogato
512 VI | simili che ci contano i poeti, e i bravi pittori ci raffigurano
513 I | e m'accusa. Certo fra i politici egli è il solo che mi pare
514 I | degli altri. E forse Melito pon la falce prima su noi, che,
515 II | che siffatte calunnie il popolo se le beve. Di me, poi,
516 XII | esempio, diciamo: portato e portante, condotto e conducente;
517 I | spassi qua attorno per il portico del Re? Tu dal Re non ci
518 XIII | la giravolta e non voler posare, tu ce l'hai messa, tu,
519 | potermi
520 | poteva
521 | potevi
522 | potremmo
523 | potresti
524 IV | bello è che frattanto a quel povero orno, perché micidiale,
525 XIII | paura delle malattie e della povertà e di altre simili disgrazie,
526 II | e pure quante volte ho predetto, tante ci ho colto. Ma la
527 II | bocca su cose di religione e predico il futuro, si fan le piú
528 XVI | cose gioconde agl'Iddii, pregando e sacrificando, egli fa
529 VII | Ricordati ch'io non t'ho pregato d'insegnarmi una o due delle
530 VII | comodo, un'altra volta. Ma ti prego di chiarirmi meglio ciò
531 I | ignoranza con la quale io fo prendere mala piega a quelli dell'
532 XV | la santità sarebbe nel prestar ministerio e servigio agl'
533 IV | bene, ché l'è cosa, non del primo che ti s'abbatta, ma di
534 I | ad aspettare da uno che principia cosí.~ ~ ~
535 XIX | mosso? Ti ricordi che a principio il santo e ciò ch'è caro
536 XIV | eutifrone A me sí.~socrate E procura anche tu, via, d'insegnarmi
537 XVI | diresti facilmente ch'ella è procurare vittoria.~eutifrone Come
538 XI | insegnarmi quel che tu hai promesso.~eutifrone Io? io direi
539 XIII | io quel che penso. Ogni proposizione ci fa la giravolta e non
540 XIII | antenato, Dedalo. E se le proposizioni uscissero di bocca a me,
541 XIV | il pari, e qual numero è propriamente; ti risponderei ch'e' non
542 XX | uomo dotto, sei tu; e come Proteo non convien ti lasci scappare,
543 IV | avessi io cosí in su le punte delle dita codeste bagattelluzze?~ ~ ~
544 | puoi
545 | purché
546 | qualcuno
547 | quante
548 | quei
549 IX | sentito alcun degli uomini far questione se si abbia o no a punire
550 IX | perché non ardiscono far quistione, che, se han commesso male,
551 XI | ma se la è cosí, bisogna raddirizzar le gambe al ragionamento
552 VI | poeti, e i bravi pittori ci raffigurano ne' templi, e delle quali
553 XIX | maravigli, dicendo cosí, che i ragionamenti non ti stian fermi, ma si
554 V | accusa te, io queste medesime ragioni dette a lui, gliele canterei
555 IX | di' tu, s'azzuffano e si rampognano l'un l'altro d'aver fatto
556 XX | non piglieresti ad accusar reo di morte quel vecchio di
557 I | dell'età sua, ricorre alla repubblica come a una madre, e m'accusa.
558 VIII | di' tu che alcuni Iddii le reputano giuste, altri inique; onde,
559 V | e allora fa la medesima reputazione di me, e lasciami; o no,
560 IV | te e lui accusandolo. Del resto, lo vuoi sapere? il morto
561 XIII | di Dedalo e per giunta le ricchezze di Tantalo. Basta! Dacché
562 X | catene prima che il padrone ricevesse l'imbasciata degli Esegeti
563 VII | eutifrone Ce n'è.~socrate Ricordati ch'io non t'ho pregato d'
564 VII | ricordi?~eutifrone Sí, me ne ricordo.~socrate E insegnami dunque
565 I | piega a quelli dell'età sua, ricorre alla repubblica come a una
566 III | passarcela in tribunale ridendo e burlando; ma se fan per
567 IV | padre.~eutifrone Mi fai ridere tu se credi ci corra nulla
568 XVII | la santità, a che mai si riduce? a un dare e chiedere?~EUTIFRONE
569 XI | se, cosí definendo, ti riescirà poi tanto facile insegnarmi
570 VI | credere anch'io. E vuoi ch'io rifiati se di mia bocca confesso
571 X | se me lo mostrerai, non rifinirò mai di lodare la tua sapienza.~
572 IV | tavola con te: perché si riman macchiati Io stesso, se
573 VI | belle, che a sentirle tu rimarrai a bocca aperta.~ ~ ~
574 V | e che ora, avendomi egli rimproverato che io fabbrico Iddii di
575 XVII | Eutifrone, se tu mi volevi rispondere a tono. Ma si vede che voglia
576 XIV | numero è propriamente; ti risponderei ch'e' non è scaleno, ma
577 XVII | se mi avessi data questa risposta benedetta, io la santità
578 XIII | che per me elle starebber ritte e ferme.~socrate Ma allora,
579 I | dopo, non v'ha dubbio, rivolgendo le cure sue ai piú vecchi,
580 XII | è veduto si vede, ma, al rovescio, perché si vede è veduto;
581 VI | commette male (ammazzi, rubi sacri arredi, o faccia altre
582 VI | commette male (ammazzi, rubi sacri arredi, o faccia altre birbonerie)
583 XVI | gioconde agl'Iddii, pregando e sacrificando, egli fa di quelle opere
584 V | me i conti li avrebbe a saldar lui in tribunale, lui.~socrate
585 XVI | di quelle opere sante che salvano le case e le città; chi
586 | salvo
587 XIII | per esser io e lui d'un sangue, le mie statue di parole
588 XVI | de' medici?~eutifrone La sanità.~socrate E quello de' navai?~
589 II | e ti tira in tribunale, sapendo che siffatte calunnie il
590 IV | una fossa, e manda qua per saper dall'Esegeta che aveva a
591 IV | accusandolo. Del resto, lo vuoi sapere? il morto era un che ci
592 IV | Giove, credi tu, Eutifrone, saperne tanto di religione e di
593 XII | XII.~ ~socrate Ora lo sapremo meglio, ora, o bravo uomo.
594 IV | macchiati Io stesso, se a tua saputa te ne stai con lui, e non
595 | sarà
596 VIII | occhi ed amabili? E cosí sarebber le medesime cose sante ed
597 | sarebbero
598 | saresti
599 XIII | tanto piú di me, quanto piú savio. Ma ho ragione io! quel
600 XIX | si sbagliava allora, o si sbaglia ora.~eutifrone Pare cosí.~ ~ ~
601 XIX | una, non se n'esce: o si sbagliava allora, o si sbaglia ora.~
602 V | come! lí per lí con una sbirciata d'occhio; e però egli, facendo
603 XIV | risponderei ch'e' non è scaleno, ma isoscele: o non par
604 XV | ciò voglia dire, Dio me ne scampi; ma perciò ti domandavo
605 V | l'una, o Melito; non si scappa, - gli direi io: - o mi
606 XIII | le mie statue di parole scappan via, e là dove son messe
607 XX | Proteo non convien ti lasci scappare, insino a che tu non parli.
608 XX | non fosse la tua una cosa scellerata, e saresti arrossito in
609 XIII | ci vuole dunque un altro scherzo, ci vuole.~eutifrone No,
610 XVIII| non bisogna, la sarebbe sciocchezza.~EUTIFRONE Vero.~socrate
611 IV | padre? - non conoscendo li sciocchi che cosa è secondo religione
612 XX | religione, che io non sono uno sciocco che parlo di mia testa,
613 XVI | contrario, fa opere empie che sconvolgono e mandano a rovina ogni
614 XX | ma avresti paura dello scoppio dell'ira degl'Iddii, al
615 XIII | è vergogna. Ma, dove mi scosto dal poeta, te l'ho a dire?~
616 IV | sia pur che l'uccisore segga allo stesso focolare e alla
617 IV | io? in che Eutifrone si segnalerebbe fra gli altri, se non le
618 XVI | dire a te per filo e per segno come vanno siffatte cose.
619 XIII | dagl'Iddii e il santo, ne seguirebbe che se il santo si ama perché
620 XIII | amerebbe perché amato; ne seguiterebbe che se l'amato dagl'Iddii
621 III | a chi mi voglia stare a sentire. Dunque torno a dirti che
622 VI | altre, delle belle, che a sentirle tu rimarrai a bocca aperta.~ ~ ~
623 IX | socrate O bella! che hai tu sentito alcun degli uomini far questione
624 XV | nel prestar ministerio e servigio agl'Iddii.~eutifrone Proprio.~ ~ ~
625 X | stava a opra, uccide un servo, e, incatenato dal padrone
626 XVII | Perché, mio caro, io ho sete della tua sapienza, e sto
627 XIII | scienza che tu hai addosso. E sforzati un poco, via, beato omo,
628 | siamo
629 I | va dicendo, in quali modi sian guasti i giovani, e chi
630 XV | culto. Certo non dirai che è simile al culto dell'altre cose
631 XIII | Socrate; perché codesta smania di far la giravolta e non
632 IV | E poi non l'uccise, - soggiungono: - l'avesse fatto, non era
633 X | Chiaro come questa luce di sole, se mi stanno a udire.~ ~ ~
634 XII | per cotesto è condotto. In somma intendi quel che io vo'
635 | sopra
636 V | sproposito -. E se mi fa il sordo e non ismette, o se in cambio
637 V | si faccia palesemente a sostenere la sua accusa, e gli direi
638 XI | andare, e basta che alcuno spacci, la è cosí, e noi: la è
639 I | conversazione del Liceo e te la spassi qua attorno per il portico
640 VI | fra gl'Iddii e inimicizie spaventose e zuffe, e cose simili che
641 XX | tu vai via e mi togli la speranza ch'io aveva, dopo imparate
642 XVII | XVII.~ ~socrate Ti potevi spicciar prima, Eutifrone, se tu
643 XX | starò ai panni. Ma non mi sprezzare: mettici stavolta tutta
644 V | correzioni e con castighi a sproposito -. E se mi fa il sordo e
645 III | Non ne sarà nulla, via; sta' allegro: e poi tu nella
646 XIII | ragione io! quel che ti stanca è il gran carico di scienza
647 | stando
648 | stanno
649 | staranno
650 XIII | sei tu; che per me elle starebber ritte e ferme.~socrate Ma
651 | starò
652 XIII | lui d'un sangue, le mie statue di parole scappan via, e
653 | stava
654 XX | non mi sprezzare: mettici stavolta tutta l'attenzione e mi
655 XIII | vergogna, ché l'una piú si stende largamente che l'altra,
656 VI | di codeste novelle, io a stento le mando giú: ed ecco perché
657 | stessa
658 XIII | io vorrei piuttosto che stessero immobili i miei discorsi,
659 XIX | che i ragionamenti non ti stian fermi, ma si muovano; e
660 VIII | quando ci fa inimici e ci fa stizzire? Guardiamoci un poco. Se
661 VI | suo, Urano. Se adunque si stizziscono con me perché io accuso
662 V | padre: me con insegnamenti storti, suo padre con correzioni
663 XIII | perché io non vo' che ti stracchi. Guarda, ti par necessario
664 V | ch'io per lo passato ho studiato in religione quanto poteva,
665 XIII | ti vo' dare io una mano, suggerendoti come mi hai a insegnare
666 VI | che quando mi si contano sugl'Iddii di codeste novelle,
667 XIII | per giunta le ricchezze di Tantalo. Basta! Dacché mi pari un
668 | tante
669 IV | stesso focolare e alla stessa tavola con te: perché si riman
670 XIII | arrossisce di qualche cosa, non teme d'averci a fare una figuraccia?
671 VI | pittori ci raffigurano ne' templi, e delle quali è tutto istoriato
672 IX | possa essere a un medesimo tempo santo ed empio. Ciò ch'è
673 I | cura delle pianticelle piú tenere; poi degli altri. E forse
674 XIII | eutifrone Ma io non ti tengo dietro, Socrate.~socrate
675 XIII | sempre il pari. E or mi tieni dietro, ora?~EUTIFRONE Sí.~
676 II | nuove in religione e ti tira in tribunale, sapendo che
677 XVII | lí lí per farlo, e ti sei tirato indietro. Oh! se mi avessi
678 XVII | all'amato dove ch'egli lo tiri, mi di' di nuovo che cosa
679 II | invidia: non ci si badi e tiriamo via.~ ~ ~
680 V | pigliarsela con me, eh lo toccherei ben io nel vivo; e prima
681 XX | amico? tu vai via e mi togli la speranza ch'io aveva,
682 VIII | eutifrone Certo.~socrate E togliendo in mano la bilancia, penso
683 XVII | tu mi volevi rispondere a tono. Ma si vede che voglia d'
684 XV | dicendo: o credi tu il culto torni a danno di quello ch'è coltivato?~
685 III | stare a sentire. Dunque torno a dirti che se, come conti
686 XI | iniqua, la guardino a occhi torti, vada; ma se la è cosí,
687 VIII | socrate Che è dunque dove non trovandoci d'accordo e non potendo
688 XIII | a me che dov'è paura si trovi vergogna: e davvero molti
689 | tue
690 IV | con noi. Un bel giorno s'ubbriaca, s'abbaruffa con un de'
691 X | che, mentre stava a opra, uccide un servo, e, incatenato
692 X | incatenato dal padrone dell'ucciso, muore dalle catene prima
693 IV | no, dàgli, sia pur che l'uccisore segga allo stesso focolare
694 V | V.~ ~socrate Uh! fortunato me dunque se
695 | uni
696 XIII | fattore e vivificatore dell'universo non vuoi tu cantare; perché
697 XVI | opera che fanno gl'Iddii, usando essi di noi quali ministri?~
698 II | capito: gli è perché sei usato dire che hai un demone con
699 XIII | Dedalo. E se le proposizioni uscissero di bocca a me, tu mi potresti
700 XVIII| santo; ma non è né ciò ch'è utile, né ciò ch'è caro agl'Iddii.~
701 XVIII| non è vero. E mi di', che utilità cavano gl'Iddii dai doni
702 | v'
703 V | V.~ ~socrate Uh! fortunato
704 XX | socrate Che fai, amico? tu vai via e mi togli la speranza
705 VIII | EUTIFRONE Dicono.~socrate Ora, o valent'uomo, la discordia quando
706 XVI | per filo e per segno come vanno siffatte cose. Ti dico solamente
707 I | capelli lunghi, pelo ancor vano, naso adunco?~eutifrone
708 XV | per Giove.~socrate Ma a vantaggio?~eutifrone Certo.~socrate
709 IX | se gli altri Iddii chi ci veda bianco e chi nero.~eutifrone
710 XX | socrate Dunque s'ha a veder da capo che è il santo,
711 IV | furie con me, perch'io per vendicare un micidiale accuso lui,
712 XVIII| Che altro credi, se non venerazione, onore, e come dicevo dianzi,
713 | venga
714 I | cura de' giovani perché vengan su buoni quanto può essere;
715 | venisse
716 | veniva
717 | venne
718 VI | empio. E che la legge è veramente codesta, non perdonarla
719 VI | dire siano proprio tutte vere codeste cose, o Eutifrone?~
720 | verso
721 VIII | uno coll'altro? O non ti vien su la lingua? Te lo dico
722 | VII
723 | VIII
724 XX | oggi in poi avrei menato vita un po' meglio.~ ~
725 XVI | facilmente ch'ella è procurare vittoria.~eutifrone Come no?~socrate
726 XIII | poeta: Di Giove fattore e vivificatore dell'universo non vuoi tu
727 V | lo toccherei ben io nel vivo; e prima di me i conti li
728 XIII | accidente; che su questo non vogliam disputare. Via, lesto, il
729 | Vogliamo
730 | voglio
731 XIII | là dove son messe non ci voglion stare. Per fortuna escon
732 | voialtri
733 IV | O che tu insegui un che vola?~eutifrone Ce ne vuole a
734 IV | eutifrone Ce ne vuole a volare! è tanto vecchio!~socrate
735 | voler
736 | volevi
737 II | impazzato; e pure quante volte ho predetto, tante ci ho
738 | vorrei
739 IX | Urano sia odioso; caro a Vulcano, e odioso a Giunone; e similmente
740 | X
741 | XI
742 | XII
743 | XIII
744 | XIV
745 | XIX
746 | XV
747 | XVI
748 | XVII
749 | XVIII
750 XX | XX.~ ~socrate Dunque s'ha a
751 VI | inimicizie spaventose e zuffe, e cose simili che ci contano
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