Capitolo
1 II | è un certo Socrate, uomo sapiente, speculatore delle cose
2 IV | ringraziando. E ci è altro sapiente uomo, che so essere venuto
3 V | di questa sapienza sia io sapiente, e quelli che diceva dianzi
4 V | interrogò se alcuno fosse piú sapiente di me. Rispose la Pizia: -
5 V | Pizia: - Niuno essere piú sapiente. - E di ciò sarà testimonio
6 VI | punto né poco, di essere sapiente. Che mai dice, affermando
7 VI | mostrerò all'oracolo che piú sapiente di me è colui: tu dicesti
8 VI | che quest'uomo ben paresse sapiente ad altri molti uomini, e
9 VI | mostrarglielo: - Tu sí credi essere sapiente, ma non sei -. E tosto a
10 VI | e cosí dissi: «Son piú sapiente io di questo uomo; imperocché,
11 VI | cotesta piccolezza sia piú sapiente io, perciò che non credo
12 VIII| come sono, né per nulla sapiente della loro sapienza né ignorante
13 IX | questa: ch'ei mi chiamano sapiente. Imperocché ogni volta che
14 IX | che stanno lí credono che sapiente sia io. No, cittadini, quel
15 IX | quel che pare è questo: sapiente davvero essere Iddio, e
16 IX | forestieri chi io creda essere sapiente; e, secondo l'Iddio, lo
17 IX | Iddio, gli mostro che non è sapiente. E per questa occupazione
18 XIV | per tentare: «Socrate, il sapiente, o conoscerà che io mi contraddico
19 XVII| temendo la morte e riputandomi sapiente senza che fossi. Imperocché,
20 XVII| io affermerei essere piú sapiente di alcuno, questa è, che
21 XXIX| avere ucciso Socrate, uomo sapiente: ché mi diranno sapiente,
22 XXIX| sapiente: ché mi diranno sapiente, anche se non sono, quelli
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