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Platone
Apologia di Socrate

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   Capitolo
1 I | frasi e parole belle; ma udirete cose dette senza 2 IV | IV.~ ~ non ci è nulla di vero: 3 IV | dissi io, - o no? - Oh , - rispose. - Chi, - dimandai 4 V | cognizione, e chi afferma che , mentisce e mi vuole calunniare. 5 V | le parole che io dico, ma di tale che degno è che 6 VI | provai di mostrarglielo: - Tu credi essere sapiente, ma 7 X | a esaminare gli altri. E che ne trovano in abbondanza, 8 X | da un pezzo diffamanti, di loro gravi calunnie vi 9 X | potessi io dissipare in poco tempo. Ma la verità 10 XI | quali la città crede, ma in strane cose demoniache, 11 XII | può, i giovani? - A me, . - Via, di' a costoro chi 12 XII | questo io, o ottimo uomo, ma chi prima conobbe ancora 13 XII | giovani, e li migliorano? - certo. - Tutti? o alcuni 14 XII | Tutti? o alcuni di loro , altri no? - Tutti. - Che 15 XII | o che tu e Anito diciate , o no; ché sarebbe gran 16 XIII | male; e del bene i buoni? - . - E ci è chi voglia essere 17 XIV | cotesto, io corrompo quelli? - , sí, cotesto. - E via, in 18 XIV | io corrompo quelli? - Sí, , cotesto. - E via, in nome 19 XIV | bello lui e di dottrina strana! Ma, per Giove, ti 20 XV | creda esserci cose umane , ma uomini no?... (che risponda, 21 XV | cavalli, e cose cavalline ? che non creda esserci sonatori 22 XV | flauto, e sonate di flauto ?... Non c'è: o il piú buon 23 XV | essere Iddii o figli d'Iddii? o no? - Eh sí! - Dunque 24 XV | figli d'Iddii? sí o no? - Eh ! - Dunque se io credo in 25 XVI | perdere: non MeletoAnito, quest'odio o invidia che 26 XVI | morte né a null'altro, ma alla vergogna.~ ~ ~ 27 XVII | assegnato da quelli io stetti, come qualunque altro, contuttoché 28 XVII | non so se sia un bene, ma piú tosto i mali che so 29 XVII | la virtú, pur dicendo di , lo riprenderò perocché 30 XVII | ricchezza viene virtú, ma da virtú vien ricchezza 31 XVIII| sto tutto il addosso. , cittadini, un altro come 32 XIX | salvarsi per picciol tempo, ma privatamente.~ ~ ~ 33 XX | medesimo: parole no, ma ciò che apprezzate voi, 34 XX | alcun maestrato in città; fui un del Consiglio. E 35 XX | non a parole mostrai, ma a fatti (parrò rozzo), che 36 XX | cale bene assai. Perocché non mi spaventò quella signoria, 37 XXIII| è un altro discorso), ma perché non mi par bello, 38 XXIII| città facciano vergogna, che alcun forestiero supporrebbe 39 XXIV | procurar suo scampo, ma informare e persuadere lui: 40 XXIV | graziosamente i diritti, ma per giudicare di quelli; 41 XXIV | favoreggiare chi a lui paresse, ma di sentenziare secondo le 42 XXV | differenza cosí poca, ma bene molta. Ma ora si vede 43 XXVI | niente bisogno di cibo, io . Se mi devo dunque assegnare 44 XXVII| persuasi, credo: ora in picciol tempo non è facil 45 XXVII| anima, o Ateniesi, se fossi irragionevole che non potessi 46 XXIX | dico, non a tutti voi, ma a quelli che hanno votato 47 XXIX | condanna? Oh no! sprovvisto , non di argomenti, ma sí 48 XXIX | sí, non di argomenti, ma di audacia e impudenza e 49 XXIX | modi per fuggire la morte veramente che dia il cuore 50 XXIX | il fuggir la morte; ma malagevole piú assai il 51 XXIX | veloce della morte. E ora io, come tardo e vecchio, colto 52 XXIX | tarda; i miei accusatori, come piú gagliardi e feroci, 53 XXX | impedimento agli altri, ma in procurare di render quanto


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