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Alessandro Pepoli
I pazzarelli ossia Il cervello per amore

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  • ATTO PRIMO
    • Scena seconda   Eugenio, e detti.
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Scena seconda

 

Eugenio, e detti.

 

Eugenio chinandosi ai due suddetti, mostra di passare in altra camera, ma Aurelio lo trattiene.

 

AURELIO Amico, sentite una parola.

EUGENIO In che posso servire questi signori?

FLAMINIO (mostrando Eugenio) Dite: non si somiglia tutto al nostro comune amico Nicodemo?

AURELIO Pare Nicodemo sputato. Venite qui, lasciate, che v’abbracci.

FLAMINIO (abbracciandolo dall’altra parte) Oh caro!.

AURELIO (fa lo stesso) Oh benedetto!

FLAMINIO (ad Aurelio) (C’incamminiamo assai bene ad essere, e a parere).

EUGENIO Ma, signori, non mi soffochino, per carità. Avrò per disgrazia tutto l’aspetto del signor Nicodemo, ma mi dispiace assai di tale involontaria rassomiglianza.

FLAMINIO Perdonateci uno sfogo d’amore per questo nostro grandissimo amico (lasciandolo). Voi siete offiziale, non è vero?

EUGENIO , signore.

AURELIO Basso, o alto?

EUGENIO Oh! alto e basso perché son solo.

FLAMINIO Siete voi dunque il cuoco dei matti.

EUGENIO Che sono però matti in tutto, fuori che nel mangiare.

AURELIO Ha dello spirito questo galantuomo (guardando Flaminio).

EUGENIO (cavandosi la berretta) Bene obbligato.

AURELIO Diteci di grazia: chi è il custode di questo ospitale? Siete voi pure anche quello?

EUGENIO Non signore. Qui di maschi siamo due soli in servizio. Il cuoco che son io, e l’aguzzino, il quale fa da custode, e che si chiama Benigno.

FLAMINIO Bel nome veramente per un aguzzino! Si mostra poi tale coi matti?

EUGENIO , signore, perché li regala spesso di qualche nervata.

AURELIO È uomo compiacente per i forestieri?

EUGENIO Signori... hanno viaggiato? (osservandoli fissi).

FLAMINIO Perché?

EUGENIO Temo che no.

AURELIO Ma spiegatene la ragione.

EUGENIO Perché, se avessero viaggiato, saprebbero a memoria, che le persone di servizio sono sempre compiacenti con chi le regala.

FLAMINIO (in disparte ad Aurelio) (Amico, il cuoco dei matti era destinato nostro maestro).

AURELIO (a Flaminio) (Bisogna approfittarne).

FLAMINIO Si potrebbe vedere questo signor Benigno?

EUGENIO (impazientandosi) Ma vogliono vedere i matti, o no? Non c’è bisogno di tanti complimenti. Io perdo il mio tempo...

AURELIO Quietatevi, ve lo risarciremo, purché ci aiutate in quello, che ora da noi vi sarà proposto.

EUGENIO Quando si tratti di guadagnare... Ecco qui Benigno. Camerata, vien qui. Questi due signori ti domandano. Si spieghino pure seco lui con libertà. Egli ha il medesimo naturale, che ho io.

 

 

 




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