Scena
seconda
Eugenio,
e detti.
Eugenio chinandosi ai due suddetti, mostra di passare in
altra camera, ma Aurelio lo trattiene.
AURELIO Amico, sentite una parola.
EUGENIO In che posso servire questi signori?
FLAMINIO (mostrando Eugenio) Dite: non si
somiglia tutto al nostro comune amico Nicodemo?
AURELIO Pare Nicodemo sputato. Venite qui, lasciate,
che v’abbracci.
FLAMINIO (abbracciandolo dall’altra parte) Oh
caro!.
AURELIO (fa lo stesso) Oh benedetto!
FLAMINIO (ad Aurelio) (C’incamminiamo assai
bene ad essere, e a parere).
EUGENIO Ma, signori, non mi soffochino, per carità. Avrò per
disgrazia tutto l’aspetto del signor Nicodemo, ma mi dispiace assai di tale
involontaria rassomiglianza.
FLAMINIO Perdonateci uno sfogo d’amore per questo
nostro grandissimo amico (lasciandolo). Voi siete offiziale, non è vero?
EUGENIO Sí, signore.
AURELIO Basso, o alto?
EUGENIO Oh! alto e basso perché son solo.
FLAMINIO Siete voi dunque il cuoco dei matti.
EUGENIO Che sono però matti in tutto, fuori che nel
mangiare.
AURELIO Ha dello spirito questo galantuomo (guardando
Flaminio).
EUGENIO (cavandosi la berretta) Bene
obbligato.
AURELIO Diteci di grazia: chi è il custode di questo
ospitale? Siete voi pure anche quello?
EUGENIO Non signore. Qui di maschi siamo due soli in
servizio. Il cuoco che son io, e l’aguzzino, il quale fa da custode, e che si
chiama Benigno.
FLAMINIO Bel nome veramente per un aguzzino! Si
mostra poi tale coi matti?
EUGENIO Sí, signore, perché li regala spesso di
qualche nervata.
AURELIO È uomo compiacente per i forestieri?
EUGENIO Signori... hanno viaggiato? (osservandoli
fissi).
FLAMINIO Perché?
EUGENIO Temo che no.
AURELIO Ma spiegatene la ragione.
EUGENIO Perché, se avessero viaggiato, saprebbero a
memoria, che le persone di servizio sono sempre compiacenti con chi le regala.
FLAMINIO (in disparte ad Aurelio) (Amico, il
cuoco dei matti era destinato nostro maestro).
AURELIO (a Flaminio) (Bisogna approfittarne).
FLAMINIO Si potrebbe vedere questo signor Benigno?
EUGENIO (impazientandosi) Ma vogliono vedere
i matti, sí o no? Non c’è bisogno di tanti complimenti. Io perdo il mio
tempo...
AURELIO Quietatevi, ve lo risarciremo, purché ci
aiutate in quello, che ora da noi vi sarà proposto.
EUGENIO Quando si tratti di guadagnare... Ecco qui
Benigno. Camerata, vien qui. Questi due signori ti domandano. Si spieghino pure
seco lui con libertà. Egli ha il medesimo naturale, che ho io.
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