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Alessandro Pepoli
I pazzarelli ossia Il cervello per amore

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  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta   Rodolfo, Tonino, e detti.
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Scena sesta

 

Rodolfo, Tonino, e detti.

 

Rodolfo con il cappello in testa fornito d’un nastro, alla cintola il fodero d’una spada e in mano, invece, e in forma di bastone un lungo cartone coperto di carta dorata, due, o tre ordini nel petto, ed uno in mezzo la schiena; vestito nel rimanente alla francese, ma in cattiva forma. Tonino abbigliato d’una sopraveste bianca aperta nel petto, che resterà mezzo scoperto come le donne, con una berretta in testa pur bianca posta alla parte, fornita d’un nastro color di rosa. I capelli carichi di polvere, e tutti raccolti in una piccola coda. Dinanzi un grembiale, alla cintola del quale è raccomandato il piccolo beccatello, che sostiene i ferri delle calzette. In piedi poi avrà un paio di pianelle gialle.

 

RODOLFO (mettendo il capo fuori della porta) Chi ci domanda? Qualche re? Sento, che non ci danno i nostri titoli.

BENIGNO Oh! scusate, sacra maestà.

TONINO (venendo fuori dall’altro lato) I me chiama? Ah, ah, ah, (ridendo) sarà el sior Benigno. Ah, ah, ah. Giera drio a far ste calze. (Sorridendo) no le fenisso mai (seguita a far calze).

ALESSIO Oh! una gran novità. Venite qui Don Fabio, ch’è fatta apposta per voi.

DON FABIO Che c’è? Che c’è. Narratemela.

ALESSIO Un figlio, che ha ammazzato barbaramente sua madre.

DON FABIO Bravo! bravo! Questo è un nuovo Nerone, e potrò farne una seconda Agrippina.

TONINO Un fio che ha mazzà so mare! Oh, oh, oh. La gustosa. Tirè avanti, sior Alessio. Ghe xe altri de sti bei esempieti? Oh, oh, oh.

ALESSIO Gran pazzo ch’è colui.

FLAMINIO (ad Aurelio) (Se non si avesse da fare altro nel mondo, sarebbe un gran bel vivere nell’ospitale! Almeno questo genere di pazzi gusto).

AURELIO (a Flaminio) (A me non può darmelo che la mia Rosina. Tutto va bene, ma ella ancor non si vede).

ALESSIO (leggendo) Questo imperatore, questo imperatore si prende delle gran libertà. Bisognerà aprire gli occhi, e metterlo in soggezione.

RODOLFO (mettendole mani in fianco, e in collera) Che dite? Parlate con creanza, o vi facciamo appiccare per delitto di lesa maestà. Impertinente! Abbiamo stampato i nostri manifesti, abbiamo pubblicate le nostre ragioni. Il nostro gabinetto ci ha fatto giustizia, e noi vogliamo farcela cogli altri.

TONINO Ohe, l’imperator va in collera. Ah, ah, ah.

AURELIO (a Benigno) (Ma, amico, per carità, questa Rosina).

BENIGNO Oh! s’avvicina l’ora della buccolica; bisognerà chiamare le donne. (Chiama al camerino piú vicino alla platea a mano dritta, poi a quello di rimpetto; dall’uno Rosina, dall’altro Camilla) Rosina, Camilla, è ora d’unirsi con tutti.

 

 

 




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