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SCENA QUARTA
Anna, Erisso, Calbo.
Anna discende precipitosamente nel
sotterraneo, seguita da un servo che reca
due turbanti e due mantelli turchi.
ANNA
Padre...
ERISSO
Qual voce!...
CALBO
Chi vegg'io!
ANNA
(correndo al padre)
M'abbraccia.
ERISSO
Scostati.
ANNA
Ahimè!
ERISSO
Tu sei?... sogno o son desto!
ANNA
Mi discacci! E perché?
ERISSO
Pria che risponda,
Dimmi, torni mia figlia o mia nemica?
ANNA
Questa impavida fronte a te lo dica.
ERISSO
Di quella tomba appiè dunque lo giura.
ANNA
(prostrandosi alla tomba)
Madre... dal cielo in questo cor tu leggi.
ERISSO
(intenerito corre ad abbracciare la figlia)
Crederti io voglio.
ANNA
E il ver tu credi, o padre,
E a darne prova alta solenne io vengo.
Questo mirate imperial suggello
Che or or mi porse Maometto, ond'io
Schermo a voi ne facessi, ov'uopo il chiegga.
E ben già vidi quanta in essa è posta
Quasi arcana possanza. Egli la rocca
Si volse intanto ad assalir, traendo
Oste immensa a tal pugna. Or se v'accende
Desio d'onor... tenete.
(Offre l'anello al padre)
Al fuggir vostro
Non fia chi opporsi ardisca.
ERISSO
Intendo: oh figlia!
Oh immensa gioia! Porgi.
(Prende l'anello).
ANNA
Un Dio m'ispira,
E maggior di me stessa oggi m'ha fatta.
CALBO
E tu a perir qui resti? Oh duol!
ANNA
Costanza,
O Calbo. Il suo dover compia ciascuno.
CALBO
Seguirci è forza.
ANNA
Ahimè! no'l posso.
CALBO
E come?
ANNA
Havvi lassù nel tempio alcun che veglia
Su' miei passi severo. Ignoto è ad esso
Che ambi qui siate; e in quelle spoglie ascosi
Ingannarlo fia lieve.
Ma noto il mio sembiante,
Oh ciel! già troppo a' Musulmani è fatto.
La patria io servo con salvar due prodi;
Se me salvar procuro, io la tradisco.
Morir m'è forza: ed io morrò...
(a Calbo)
Ma tua.
CALBO
Che parli?
ANNA
Odimi, o padre:
A lui consorte or dianzi
Me destinavi, e, lassa!
La prima volta il voler tuo m'increbbe.
Or chieggo, e prego, e imploro
Che il tuo desio pria di partir tu compia.
Ara non v'ha, né sacerdote in questo
Muto albergo di morte;
Ma sacro è un genitor d'innanzi al cielo:
Ara pe' figli è la materna tomba
E i decreti d'un padre Iddio conferma.
Vieni, non più dimore:
Degna almeno di te morir vogl'io.
(Spingendo dolcemente verso la tomba).
ERISSO
(Parlar... non posso... ché m'affoga... il pianto.)
ANNA
Calbo, ti stringi al genitor d'accanto.
(Erisso immerso nel pianto, né potendo
profferire parola per la commozione, stringe
insieme le destre di Anna e di Calbo, poi le
accosta al suo cuore, appoggiandosi sulla
tomba ed ergendo gli sguardi al cielo.
Durante questa breve azione, la musica darà
principio al ritornello del seguente:)
ANNA, CALBO ed ERISSO
In questi estremi istanti
È tanto acerbo e nuovo
L'affanno, il duol ch'io provo,
Ch'esprimerlo non so.
ANNA
(facendo cenno che partano al padre
ed allo sposo)
Coraggio.
ERISSO
Io tremo.
CALBO
(Io gelo.)
(Al nuovo invito di Anna s'incamminano.
Anna è sulla scena: Calbo ed Erisso
ascendono la scala).
ERISSO
Ahi figlia!
CALBO
Oh sposa!
ANNA, CALBO ed ERISSO
A rivederci... in cielo.
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