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SCENA SESTA
Le guardie circondano Erisso e Calbo e li
trascinano. Anna si precipita dal tempio, su'
passi loro, dando un grido di dolore.
Le altre donne la sieguono.
ANNA
Ah no!
MAOMETTO
Qual voce!
ANNA
Padre mio!
ERISSO
Figlia...
MAOMETTO
Chi veggio!
ANNA
(accorrendo verso Maometto)
Al tuo piede... oh Ciel, vaneggio!
MAOMETTO
Anna!...
ANNA
Uberto!... oh rossor!...
ERISSO
Che colpo è questo!
(Tutti rimangono attoniti e muti nell'atteggiamento
della sorpresa, della vergogna o del dolore,
secondo la circostanza di ciascuno).
ANNA
(Ritrovo l'amante
Nel crudo nemico...
Qual barbaro istante!...
Che penso? che dico?
Oh morte, te imploro:
Rimedio, ristoro
A tanto dolor.)
ERISSO
(Amante la figlia
Del crudo tiranno!
Deh! chi mi consiglia!
Qual barbaro affanno!...
Oh morte, te imploro:
Rimedio, ristoro
A tanto dolor!)
MAOMETTO
(Risento nel petto
All'alma sembianza
D'un tenero affetto
L'antica possanza...
Qual magico incanto
Quel ciglio, quel pianto,
Quel muto dolor!)
CALBO e CORO DI DONNE
(Il padre fra l'ira
Ondeggia e l'affanno,
La figlia delira
Pel barbaro inganno...
Oh cielo, te imploro:
Tu porgi ristoro
A tanto dolor.)
CORO DI MUSULMANI
(Il duce all'aspetto
D'inerme beltà,
Risente nel petto
La spenta pietà!
Qual magico incanto,
Quel ciglio, quel pianto
Ha sul vincitor!)
ANNA
(a Maometto)
Rendimi il padre, o barbaro...
Il mio... fratel, deh rendimi...
O ch'io saprò trafiggermi
Con questo ferro il cor.
(Cavando fuori il pugnale).
CALBO
(Fratel mi chiama! oh tenera!
Oh dolce amica!)
ANNA
(a Maometto)
E tacito
Ancor mi guati?
(Fa cenno di uccidersi).
MAOMETTO
Arrestati:
Dilegua il tuo timor.
(Scioglie egli stesso le catene
d'Erisso e di Calbo).
Padre e fratel ti rendo.
Comprendi a sì gran dono
Che un barbaro non sono,
Ma fido amante ognor.
ERISSO
Que' ceppi a me rendete,
La morte io solo attendo:
Pietosi mi togliete
A tanto mio rossor.
ANNA
Padre...
ERISSO
Da me t'invola.
ANNA
M'ascolta...
CALBO
Ti consola:
Misera ella è, non rea.
ANNA e CALBO
Chi preveder potea
Inganno sì crudel!
MAOMETTO
(ad Anna)
Fra l'armi in campo io torno,
Cara, ma al mio ritorno
Altera e lieta omai,
Al fianco mio vivrai,
Se ancor mi sei fedel.
ANNA
(Ah! perché fra le spade nemiche
A perir disperata non corsi!
Or da quanti tormenti e rimorsi
Straziata quest'alma sarà.)
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