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SCENA PRIMA
Anna è seduta su di un divano, nel massimo
dolore e covrendosi con le mani il volto.
Una schiera di donzelle musulmane
magnificamente abbigliate la circondano,
divise in vari gruppi: alcune sono
inginocchiate dinanzi a lei, offrendole ricchi
doni di ogni sorta: altre più indietro
sostengono de' vasi di profumi, altre
finalmente canteranno il seguente coro.
CORO
È follia sul fior degli anni
Chiuder l'alma a' molli affetti,
E penar fra' tanti affanni
D'una rigida virtù.
Finché April ci ride in viso
Sol d'amor sien caldi i petti,
Ché l'amar fra gioia e riso
È una dolce servitù.
Quando poi fia bianco il crine
Cangerem, cangiando aspetto:
Posto il Cielo ha quel confine
Fra 'l diletto e la virtù.
ERISSO e CALBO
(Ah! perché fra le spade nemiche
Non mi trassi a perir disperato;
Trionfando del barbaro fato,
Involandomi a tanta viltà.)
MAOMETTO
(Agitata, confusa, tremante,
Non risponde... qual dubbio! Qual lampo!
Forse infida... Di sdegno già avvampo...
Ma svelato l'arcano sarà.)
CORO DELLE DONNE
(Agitata, confusa, tremante,
Non risponde: mirarlo non osa.
Fra l'amante ed il padre dubbiosa
Fra l'inferno ed il Cielo si sta.)
CORO DI MUSULMANI
(Agitata, confusa, tremante,
Non risponde: mirarlo non osa.
Fra l'amante ed il padre dubbiosa
All'evento improvviso si sta.)
ANNA
(sorgendo sdegnata)
Tacete. Ahimè! quai detti iniqui ascolto!
(Aggirandosi sbigottita per la scena)
Anna infelice! ahi dove,
Ove gli empi m'han tratta?... ove! - Involarmi
A forza io vuo' da questo infame albergo.
Libero il varco, olà...
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